Web writing: le dimensioni contano?

Quando si è alle prese con la scrittura di un articolo per il web o di un post per il blog, una delle domande che spesso ci si pone è: quante parole scrivo? Meglio un testo breve ed essenziale o lungo e approfondito?

Short vs long copy

L’idea che molti hanno del lettore web è che si tratti di un lettore pigro, che si stanca facilmente, che legge il titolo e poco più, che non va oltre al primo scroll. Ed ecco che l’opinione comune è quella che sia meglio scrivere articoli brevi e concisi, che il lettore possa leggere facilmente e in pochi minuti.

Si tratta di un ragionamento che funziona solo in parte: da un lato, infatti, è vero che la lettura sul web è diversa da quella per così dire tradizionale; quando leggiamo un articolo su una rivista, per esempio, di solito lo si legge dall’inizio alla fine, mentre quando si scorre un articolo pubblicato in rete spesso si leggono alcune parti, poi si clicca su altri link di approfondimento, si cambia pagina, si vanno a vedere le immagini e così via. Si tratta quindi di un tipo di lettura più dinamico e meno concentrato unicamente sul testo scritto. D’altro lato, è vero che in certi casi, quando si devono affrontare degli argomenti particolarmente sfaccettati, un approfondimento è necessario, e quindi anche nel web si richiede un maggior numero di parole. Inoltre, è da un po’ che viene ribadita l’importanza dei contenuti di qualità nel web (vedi i vari animaletti marchiati Google che sono andati a colpire i siti con contenuti di bassa qualità), e anche se è vero che quantità non è sinonimo di qualità, è pur sempre vero che degli articoli striminziti spesso non riflettono quell’approfondimento e quella precisione che ci si aspetta da un articolo di qualità.

A dimostrazione di ciò, da una recente indagine è emerso che il 10% delle persone cerca su Google dei contenuti lunghi e approfonditi, e non a caso Google stesso mette in evidenza i cosiddetti in-depth article, ossia gli articoli di approfondimento che si trovano nelle serp quando ricerchiamo particolari tematiche.

La questione della lunghezza di post e articoli sul web a volte è dettata dalle regole proprie dei singoli blog e siti di article marketing, che impongono una lunghezza minima (soprattutto nel caso degli article marketing, dove in molti casi si richiedono almeno 500 parole), ma se pubblichiamo contenuti sul nostro blog o sito e abbiamo quindi facoltà di scelta, non dobbiamo sentirci obbligati a stiracchiare il nostro articolo per raggiungere le famigerate 300 parole, se per dire quello che dobbiamo dire ce ne bastano di meno.

La lunghezza dell’articolo dipende quindi dall’argomento che vogliamo trattare e dal tipo di testo che stiamo scrivendo: articolo di approfondimento, comunicato stampa, post pubblicitario e così via. Un articolo di approfondimento richiederà più parole, per un articolo pubblicitario sarà meglio invece non esagerare per evitare di stancare il lettore. E come in molti altri casi, quando ci si muove all’interno del web, la parola d’ordine è testare, testare, e ancora testare, per vedere quali siano i contenuti che per il nostro target funzionano meglio!

Scritto da    |   luglio 7th, 2014   |   2 Commenti
Francesca Tessarollo

2 Responses to Web writing: le dimensioni contano?

Lascia un commento