The Huffinghton Post sfida i colossi della carta stampata

Il web è decisamente la direzione verso cui si stanno muovendo i business di successo ed è proprio in internet che, con un po’ di pazienza, una bella idea ed un po’ di fortuna, si può creare un’attività di successo.

Mettendo da parte per un attimo i “ragazzi prodigio” del web (vedi Zuckerberg) vorrei questa settimana parlarvi di una Signora americana di origini greche, che da una semplice idea ha creato in una manciata d’ anni il blog statunitense più famoso degli Stati Uniti.


Nata in Grecia nel 1950 come Arianna Stasinopoulos, a 16 anni si trasferì a Cambridge per studiare e nel 1980 lasciò l’Inghilterra per trasferirsi negli Stati Uniti, dove conobbe Michael Huffington, l’uomo che avrebbe sposato nonché futuro parlamentare repubblicano.

La Huffington è stata scrittrice (autrice della biografia della Callas e di Pablo Picasso) e candidata indipendente alle elezioni politiche del 2003 in USA, ma non è per i suoi trascorsi in campo letterario né politico che nel 2009 la Huffington è stata indicata dalla rivista economica Forbes come la dodicesima donna più influente sui media.

Nel 2005 infatti la Huffington (assieme a Kenneth Lerer e Johan Peretti) fonda l’Huffington Post, un blog che negli anni ha raccolto tra i suoi autori, anche esponenti politici e personalità come Barack Obama, Hilary Clinton, Michael Moore, Madonna e Nancy Pelosi. Dal 2005 ad oggi il sito ha continuato a guadagnare i consensi di un pubblico sempre maggiore tanto che ha vinto nel 2006 e 2008 i Webby Award come miglior blog di politica e sempre nel 2008 è stato definito come il blog più potente al mondo dall’Observe; nel 2009 invece il Time Magazine lo definiva come il secondo nella classifica dei 25 blog migliori del 2009.

Il blog tratta argomenti di vario genere, dando spazio alla politica ed all’attualità, oltre che alla tecnologia e all’intrattenimento e può contare su oltre 3.000 blogger volontari oltre che su un centinaio di dipendenti. Ciò che ha da sempre caratterizzato l’HuffPo è certamente il carattere ribelle, dettato dai contenuti tempestivi e taglienti creati dai blogger che collaborano col sito, anche se pare che questa peculiarità sembra essere stata messa a dura prova in seguito alla cessione del sito all’internet provider più grande al mondo, ovvero Aol.

Lo scorso Febbraio infatti HuffPo è stato acquisito dal colosso America On Line (Aol) per ben 315 milioni di dollari e a Luglio è arrivato anche un sito dedicato al pubblico inglese, a novembre è uscito il sito francese e a Dicembre quello spagnolo ma la Huffington dichiara che dopo toccherà al Brasile e via via anche ad altri Paesi (tra cui anche l’Italia) per un totale di 14 nuovi siti per i quali scriveranno giornalisti locali, su tematiche globali e nazionali.

In U.S.A. l’Huffington Post ha raggiunto una importanza tale da far tremare anche i vertici del quotidiano americano più prestigioso, il New York Times, che soffre particolarmente il confronto con l’HuffPo da quando, lo scorso marzo, la sua versione online è diventata a pagamento; il colosso dell’editoria statunitense ha visto quindi le sue fondamenta tremare di fronte alla migrazione di moltissimi lettori verso quel nemico tanto conosciuto quanto sottovalutato, l’huffingtonpost.com appunto.

Il post è un’idea nata quindi negli Stati Uniti ma destinata in breve ad essere esportata anche in molti altri Paesi; voi cosa ne pensate? Credete che un blog online possa competere nel nostro Paese con le più tradizionali riviste di carta stampata oppure pensate che l’informazione online in Italia sia ancora un fenomeno marginale?

Credete che nel nostro Paese attualmente esistano delle aziende editoriali in grado di investire milioni in un Blog? Dite la vostra!

Serena Rigato

Scritto da    |   gennaio 24th, 2012   |   Nessun commento
Serena Rigato

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