Se la libera espressione nel web fa paura

Il web è stato più volte lodato come strumento di pace e di libertà di espressione, ma proprio la possibilità che la rete dà di comunicare più facilmente e più velocemente sembra intimorire sempre di più.

E non stiamo parlando di paesi sotto regime, ma anche di paesi democratici, in cui ci si aspetta che la libertà di parola e di espressione sia garantita, rispettata e salvaguardata. Perché da un individuo come Gheddafi magari ci si aspetta pure che decida di ordinare lo spegnimento di cellulari e internet per arginare le insurrezioni del suo paese, ma quando ci si trova in un paese democratico si pensa di poter essere immuni da prese di posizione del genere.

oscuramento web

Eppure può capitare, per esempio, di trovarsi in un treno diretto ad una stazione della Bart (la Bay Area Rapid Transit) di San Francisco, nei democraticissimi Stati Uniti, e di rendersi conto di avere il telefonino fuori uso, per ben tre ore, per poi scoprire che non si è trattato di un guasto tecnico, ma di un’azione ordinata dalla Bart stessa – un ente pubblico tra l’altro – per motivi di sicurezza: nelle stazioni in cui è stato bloccato il traffico telefonico, infatti, era prevista una manifestazione contro l’uccisione, da parte di un agente della sicurezza della Bart, di un senzatetto. Operazione riuscita, dato che la manifestazione non ha avuto luogo, ma un’operazione che ha naturalmente provocato numerosissime critiche dalle associazioni americane per i diritti civili. Dietro la motivazione dei problemi di sicurezza, infatti, si nascondeva – in maniera neanche tanto celata – una vera e propria limitazione della libertà di espressione e di parola e del diritto di manifestare.

Dall’altra parte dell’Oceano, in Inghilterra, David Cameron si è detto pronto a valutare la possibilità di “oscurare” Facebook, Twitter e i servizi Blackberry in caso di pericoli per la sicurezza.

oscuramento facebook

Certamente la sicurezza pubblica deve essere una delle priorità nell’agenda dei leader dei vari paesi, ma è altrettanto vero che bisogna stare molto attenti a non imbavagliare la libertà di espressione e di parola dei cittadini in nome di questa stessa sicurezza.

Scritto da    |   agosto 16th, 2011   |   1 Commento
Francesca Tessarollo

One Response to Se la libera espressione nel web fa paura
  • dechigno scrive:

    Ciao Francesca,

    grazie per questo articolo che tocca davvero un tasto a me molto caro: la libertà di Internet!

    Infatti i nostri politici lasciano “il mercato” si autoregoli mediante la competizione ma poi non accettano che internet sia autoregolamentata dagli utenti stessi.

    Come al solito, una domanda provocatoria: come mai?! 🙂

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