Reminder Penalizzazioni Google: “occhio ai link, vi sto sempre guardando”

Sappiamo bene, perché ripetuto da molteplici fonti sia ufficiali che non, e anche evidenziato dai vari aggiornamenti all’algoritmo di posizionamento dei risultati organici su Google, che Big G è assolutamente contro la link building (creazione di link verso un sito X) fatta in modo poco naturale/rilevante. Il criterio è sempre lo stesso: se lo fai per gli utenti, per migliorare la loro esperienza di navigazione o per facilitare la loro vita, OK. Se lo fai per posizionare meglio il tuo sito… RISCHI.

Ed è in questi termini che si sono espressi, ancora una volta, sul blog per i webmaster di Google, con un post a modo di Reminder che ha come intento far presente che sì, Google sta ancora analizzando i link verso il tuo sito, e se non gli piace come li ottieni, è sempre pronto a penalizzarti.

Per Google, quando l’obiettivo è migliorare la posizione nelle SERP, la qualità degli articoli cala, e con questa anche l’esperienza degli utenti sul web.

Nel post realizzato dal Google Webspam Team, si racconta che nell’ultimo periodo si è registrato un incremento del numero di articoli, guest post, comunicati stampa ecc., pubblicati in vari siti e con link collegandoli a siti di aziende, altri blog… Sebbene questa attività non sia contro le linee guida di Google né penalizzabile da sé, si che puo’ essere considerata spam e contro le linee guida, quindi soggetta a penalizzazioni Google quando sia fatta con l’intento esclusivo di manipolare il posizionamento organico.

Ecco gli indicatori che, secondo il post, caratterizzano gli articoli “spam” e possono far scattare l’allarme:

  • Articoli con una percentuale elevata di collegamenti al tuo sito con parole chiave
  • Pubblicare gli stessi articoli in un numero elevato di siti diversi
  • Pubblicare numerosi articoli diversi in un numero limitato di grandi siti
  • Usare lo stesso contenuto o un contenuto simile tra gli articoli distribuiti in vari siti, oppure duplicare il contenuto del tuo proprio sito
  • Articoli commissionati ad autori non competenti sull’argomento proposto.

Infine, si ricorda che non solo gli autori degli articoli possono essere penalizzati, ma anche il publisher (sito dove viene pubblicato l’articolo) dovrebbe fare attenzione ai post che veicola.

E tu, come veicoli le notizie sulla tua azienda? Sai come fare perché Google non ti tiri fuori il cartellino rosso? 🙂

Scritto da    |   giugno 1st, 2017   |   Nessun commento
Alba Lorente

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