Piccolo mantra per chi si occupa di scrittura per il web: “content is king, but context is queen!”

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Cosa vi viene in mente se dico “content is king”? Vedo già le vostre teste annuire per farmi capire che, sì, non vi suona affatto nuova questa espressione, anzi la trovate piuttosto familiare. Questo motivetto, infatti, è risuonato più e più volte nelle orecchie di chi si occupa di scrittura per il web, diventando una sorta di mantra da ripetersi ogni volta che ci si trova a dover catturare l’attenzione di chi ci legge.

Sappiamo che ogni articolo deve essere scritto e pensato per adattarsi al target di lettori a cui ci stiamo rivolgendo. Lettori che sono sempre più attenti ed esigenti, e che quindi vogliono leggere contenuti interessanti e il più possibile utili, non solo puramente descrittivi.

Ogni articolo deve essere qualcosa di unico, non importa se qualcun altro ha già parlato dello stesso argomento di cui state parlando voi, perché potete decidere di adottare una prospettiva particolare, o di partire da un dettaglio che magari era passato inosservato. Per esempio Raymond Queneau nei suoi “Esercizi di stile” riesce a raccontare in ben novantanove modi diversi la stessa trama, che banalmente si sviluppa a partire da una situazione in cui a mezzogiorno un uomo si lamenta perché si trova sopra ad un autobus gremito di gente che lo spinge e si siede nel primo posto libero che trova.

Questo è solo un esempio, per dire che la grande varietà di testi che troviamo non ci deve certo spaventare: nel web ci sarà sempre posto per un nostro articolo. Sempre che rispettiamo alcune condizioni.

Siamo partiti parlando da quel motivetto che altro non è che un modo per dire che la qualità del contenuto regna sovrana nel campo del web marketing – non per niente uno degli strumenti del web marketing è proprio il cosiddetto “content marketing”.

Ma se vi dicessi che “content is king, but context is queen”? Esatto, se è vero che il contenuto è il re, la regina che sta al suo fianco è il contesto in cui questo viene veicolato. Il modo in cui si scrive e si pubblica è la condizione che permette al contenuto buono di essere letto. Del resto, a cosa servirebbe un contenuto buono nel contesto sbagliato? In questo caso, quindi, la regina guida il re.

 

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Per dare agli utenti ciò che vogliono bisogna chiedersi, tra le altre cose, se il blog o il sito in cui stiamo pubblicando ha un tipo di comunicazione formale o informale. Anche la lunghezza dell’articolo, come già vi dicevamo qui, non è un parametro prestabilito, ma dipende dal contesto in cui questo viene inserito e da quanto effettivamente c’è da dire su di un determinato argomento. Se riusciamo a prevedere il mood in cui può essere il nostro lettore in base al contesto, la nostra comunicazione sarà più efficace e brillante. Contesto azzeccato e contenuto di qualità si rivelano come un mix vincente che può far diventare il lettore un consumatore.

Beh, che dire, abbiamo scoperto di avere un nuovo motivetto da ripeterci, che suona ancora meglio del primo: “content is king, but context is queen”!

Utilizziamo tutte le informazioni che possiamo ricavare sui nostri ipotetici lettori per scrivere contenuti che li soddisfino, ricordandoci che se c’è chi è riuscito a raccontare una piccola storiella in novantanove modi diversi … lo possiamo fare anche noi quando scriviamo sul web!

Scritto da    |   aprile 6th, 2016   |   Nessun commento
Sara E. Mazzucato

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