Personalizzare le SERPs. Una questione etica

La personalizzazione dei risultati nei motori di ricerca è uno degli argomenti più interessanti e significativi dei nostri giorni. Estremamente attuale, la questione delle SERPs restituite secondo i nostri gusti è un argomento che non è ancora stato trattato in maniera approfondita secondo altri criteri che non sono quelli dei motori di ricerca. Probabilmente molti SEOs non saranno d’accordo, ma delle riflessioni sono necessarie.

Girando qua e la nei diversi blog ho letto quanto segue:

La ricerca personalizzata di Google significa che quasi ogni risultato, usando un browser, è in un modo o nell’altro alterato. E’ molto raro che due differenti persone sulla terra vedono lo stesso risultato nelle SERPs

Apparentemente non c’è niente di sbagliato in questo, possiamo esserne felici perche Google lavora per noi, restituendoci quello che a noi più piace e verso cui abbiamo già fatto una scelta; ci propone, in sostanza, dei risultati a noi affini. Grande! In sostanza, è un miglioramento della ricerca..

Ma Eric Schmit, ex super capo di Google ha recentemente affermato:

Sarà veramente difficile per la gente ricevere risultati che non sono stati ritagliati per loro

Non possiamo dargli torto. Ogni volta che cerchiamo qualcosa, Google ci restituisce  risultati in base alle nostre ultime ricerche, perchè pensa che probabilmente quei click che abbiamo fatto sono indicativi di che cosa è giusto per noi. E qui viene il punto. Che cos’è giusto?

La prima domanda su cui dobbiamo riflettere è questa.

Che cosa significa l’affermazione di Schmit? Che cosa significa cos’è meglio per me? Come può, un motore di ricerca, in questo caso una macchina, decidere cosa è meglio per me? Noi tutti credevamo che i motori di ricerca restituissero i migliori risultati, non i migliori risultati per noi..credevamo che erano obiettivi! (una chimera? Può darsi, ma pensavamo che gli algoritmi ci dessero i suggerimenti migliori a prescindere..) Ma in questo caso, quanto pare, è che “migliore” è soggettivo..

Diventa quasi impossibile sfuggire dal nostro punto di vista”… Eli Pariser

Potremmo pensare: ma tanto io ricerco notizie, approfondimenti, mi informo, prenoto biglietti aerei, uso i motori di ricerca per l’aggiornamento, quindi il mio punto di vista è quello corretto, giusto…

Ma cosa succederebbe se non fosse cosi? Se invece stessi su un altro piano, su un altro punto di vista?

Che cosa succederebbe se invece io volessi leggere notizie e approfondimenti e volessi qualsiasi altro risultato che non fosse collegato alle ultime ricerche che ho fatto e non fosse ritagliato per me? Anche se io preferisco dei risultati, dei link, dei siti, un punto di vista, non è detto che io non consideri importante anche l’altro punto di vista, o gli altri..

E se noi spendessimo tutto il nostro tempo sui motori di ricerca cercando cose che in realtà non stimolano la nostra intelligenza, il nostro modo di pensare, se non cercassimo costantemente delle sfide per arricchire il nostro bagaglio, ma solamente fotografie delle ultime feste più fighe, fotografie di party in locali da sballo o fotografie sexy?..Presto è tutto quello che vedremmo. ..Eli Pariser parla di “’L’equivalente psicologico dell’obesità” (credo che sia una similitudine abbastanza esatta)

E se noi andassimo su Google per cercare quotidianamente notizie, e Google ci farebbe vedere solo risultati in baso al nostro punto di vista, che coincide quindi con quello che già crediamo, sarebbero questi i migliori risultati degli algoritmi?

Potrebbe essere ottimo per l’utente. Ma sarebbe giusto ad un livello concettuale più generale?

Secondo me no. Come tutte le cose, il giusto è nel mezzo. Una personalizzazione troppo avanzata rischierebbe di far danni più o meno seri. A tutto discapito dell’ intelligenza umana.

Molte persone non realizzano, o non sanno tutte queste cose, e non sanno che le ricerche sono personalizzate. E non sanno neppure come disabilitare le funzioni dei browsers per non far apparire molti risultati. E non sanno nemmeno cos’è il browser…

Google ha assicurato che ora è veramente dura tornare indietro. Cambiare rotta probabilmente non si potrà

E’ giusto, per me, che io legga risultati secondo la mia visione politica delle cose? Secondo la mia visione del mondo?

 

A presto

Franco

Scritto da    |   luglio 18th, 2011   |   5 Commenti

5 Responses to Personalizzare le SERPs. Una questione etica
  • […] abbiamo recentemente scritto su questo blog circa la personalizzazione delle serps, quasi mai due utenti che contemporaneamente effettuano una ricerca, con le stesse parole chiave, […]

  • edmondantes scrive:

    Ciao Alba, grazie:)
    hai ragione, ho letto anche io qualcosa a riguardo..è molto probabile che anche Google+ influenzi le nostre ricerche..

    si va sempre di piu verso una personalizzazione senza ritorno..

    A presto
    Franco

  • Alba scrive:

    Ciao Franco,
    Complimenti per il post, molto interessante:)
    Io, come te, diffido delle personalizzazioni nelle ricerche perché quando cerco qualcosa è proprio perché voglio un punto di vista o informazioni nuove su qualcosa di sconosciuto o che voglio capire da altri angoli… Ho sempre disattivato le preferenze che ricordano le ricerche e le usano per personalizzarti la SERP però concordo che sia sempre più difficile.

    Una cosa che mi ha fatto pensare l’altro giorno è che Google+ infatti non è un’iniziativa di Google per diventare “Social” ma un progetto ideato proprio dal team di Search di Mountain View per raccogliere dati che permettano sempre di più e personalizzare i risultati offerti agli utenti conoscendo i loro interessi, amicizie… Mi sembra ricordare che qualche anno fa girava il rumore che avvessero tentato di acquisire questi dati da facebook però qui non ho certezze!

    A presto!
    Alba

  • dechigno scrive:

    Ciao Franco,

    l’argomento è sicuramente interessante e soprattutto difficile, come sai, da comprendere per i clienti che guarda caso nelle proprie SERP vedono sempre prima i loro concorrenti! 🙂

    Comunque è vero, Google deve limitare per forza un po’ la personalizzazione altrimenti perde scopo e potrebbe screditare il suo utilizzo didattico e informativo (il paragone con quel che è accaduto alla televisione è d’obbligo: quando è lo share a determinare la programmazione, la qualità dei contenuti cala).

    Chiamiamole debolezze dell’uomo, ma non sempre desideriamo ciò che è più bene per noi e per la nostra crescita intellettuale. 😛

    Un abbraccio,
    a presto.
    Michele

    • edmondantes scrive:

      Ciao Michele,
      Il tuo paragone è esatto. Lo share determina il contenuto. Purtroppo verrebbe da dire..
      Questo se da un lato determina una maggiore “democrazia” perchè le scelte vengono fatte in base a ciò che più piace all’utente di oggi, dall’altro lato determina un abbassamento della qualità, e molti contenuti di bassa qualità, portano ad un impoverimento e ad un abbassamento di livello..

      Viviamo nell’epoca del grande fratello in prima serata (non voglio fare il moralista, lungi da me..e odio chi lo fa) ma tutto ciò che vediamo, che ascoltiamo, che leggiamo, è uno specchio della società..

      La democrazia, a volte, è una questione complessa..perchè è vero che offre a tutti una possibilità, ma è vero anche che ci possiamo ritrovare ad essere governati da incapaci..o da chi non sa sottomettere la passione alla ragione

      Ben vengano i piaceri e tutto ciò che può essere riconducibile alle passioni, ai divertimenti, e anche agli aspetti più “leggeri” della vita; quello che spero è che questa cosa si riesca a gestire..

      Ma come tutte le cose, anche queste devono fare il loro corso..

      A presto
      Franco

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