Parlare con la SEO. A chi, dove e come. Le parole che non dobbiamo considerare

evitare le stop words_SEO_descriptions and TitlesNel momento in cui stiliamo una prima lista di parole chiave che andranno a caratterizzare il nostro sito e formeranno la base della sua ottimizzazione, bisogna tenere sempre in mente che non solo alcuni termini non possono portare traffico sul sito, ma posso anche causare un abbassamento di Ranking ed essere rimosse dalla lista dei motori di ricerca.

Quindi, queste parole, coppie di parole, terne di parole o anche key phrases, non sono solamente inutili per portare traffico targettizzato al nostro sito, ma vengono anche considerate “termini proibiti” o “parole velenose” (dall’inglese forbidden terms or poison words). Queste parole, se vengono trovate dai motori di ricerca nei titoli, descriptions e URL durante processo di crawling, possono causare un livello di Ranking più basso e far perdere posizione alle nostre pagine web. Sappiamo bene però, che nonostante le keywords rappresentano una parte essenziale nella SEO (anzi, impossibile parlare della SEO senza far riferimento a esse) non c’è una linea guida o delle istruzioni nell’uso e scelta di parole chiave che possiamo ritenere strettamente scientifica, ovvero quale parole dovrebbero essere usate e quali no, nella determinazione del Ranking dal punto di vista estetico nel senso Baumgarteniano del termine.

Facciamo un esempio. Parole volgari non dovrebbero essere usate, ma se noi proviamo a interrogare il motore su uno di questi termini, esso ritorna con una serie numerosa di risultati. (Comunque, usare questi termini ucciderà il vostro Ranking e sarete forse esclusi dall’indicizzazione).
Sebbene quindi non ci siano regole precise e informazioni certe sull’utilizzo dei filtri dei motori di ricerca per queste parole, possiamo determinarle noi stessi in maniera abbastanza sicura, quindi evitare:

1) Parole volgari

2) Parole “politically incorrect” (considerando prevalentemente paesi come la Cina e la Nord Korea dove il sistema di censura su internet è molto sviluppato. Pensiamo per esempio alla polemica della Green Dam nata nell’estate 2009 in cui in Cina si prevedeva l’installazione obbligatoria di software di filtraggio informatico su tutti i computer venduti nel paese. Dopo qualche settimana questa intenzione è stata ritirata ma su questo non si può essere sicuri al 100%. Le recenti affermazioni di Google sul volersi ritirare dal mercato cinese per i troppi filtri fanno riflettere.)

Non bisogna confondere però, le “parole velenose” (poison words) con le keywords poison che si riferiscono sostanzialmente all’overuse, ovvero all’utilizzo eccessivo delle parole nel nostro sito comunemente conosciuto come stuffing (che in sostanza è un’intossicazione dei testi attraverso l’inserimento sorretto e non moderato di termini chiave che può determinare sia l’abbassamento del Rank sia l’attribuzione di essere considerati spammosi).

Comunque, questi termini non vanno nemmeno confusi con le stop words. Parole così comuni che non vengono contate dai motori di ricerca e sono inutili anche nel Pay per Click e in altre campagne di Web Marketing in cui si concentra l’azione sulle parole chiave.

Stop words in Italiano:
• Preposizioni. Semplici e articolate (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra; sulla, nel, degli, alle..)
• Locuzioni preposizionali (davanti a, a causa di, a proposito di..)
• Articoli determinativi e indeterminativi singolari e plurali (lo, il, l’, la, l’; gli, gl’, i, le, l’)
• Congiunzioni correlative (e… e, o… o, né… né, sia… sia, sia… che)

Stop words in inglese:
A, An, The, But, E-mail, When, Where, How, Free, if, And, While, Or, To

Ovviamente dobbiamo sempre avere in mente l’obiettivo e il motivo per cui stiamo scrivendo. Se per la SEO, o per popolare pagine web ricche di testi.

Scritto da    |   febbraio 14th, 2010   |   Nessun commento

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