Ma che cos’è l’usabilità? (Make me think…easy!)

usabilità nel webDurante la presentazione della relazione al mio master post laurea, che prevedeva nella parte teorica la riorganizzazione del sito internet del Co.re.com. Lazio (Comitato regionale per le Comunicazioni della Regione Lazio, organo dell’Autorità di Garanzia nelle Comunicazioni) dal punto di vista dell’interazione sito – utente, una relatrice mi trattenne più del previsto perché mi chiese in maniera semplice ed efficace: “Ma che cos’è l’usabilità nel web?”.

Nonostante sia passato qualche anno da allora, questa domanda, visti i siti che ancora si trovano nelle Serp dei motori facendo un po’ di surfing, sembra ancora tornare attuale. Come un capo di abbigliamento che ogni tanto torna di moda.
L’usabilità è il modo in cui un ente, sia esso una persona fisica o un elemento, arriva ad un determinato obiettivo o risultato. Nel modo più semplice e comodo.
Possiamo anche affermare che l’usabilità è stata, nel web, una delle richieste preminenti degli utenti fin da quando internet è diventato parte della nostra vita quotidiana.

Parlando chiaramente, quando un utente clicca su un link dopo che i motori gli hanno offerto una lista dei risultati, vuole che il sito a cui il risultato fa riferimento “lavori per lui”. In sostanza, l’utente vuole trovare quello che sta cercando, vuole navigare all’interno di questo sito facilmente e comodamente, vuole essere a sui agio, scaricare velocemente le pagine e quindi non aspettare e perdere tempo per esse. Non vuole difficoltà e seccature. L’utente è impaziente. E questa, non è una novità. Il web è diverso dai canali di comunicazioni tradizionali, è un uno strumento veloce, dinamico, non statico. Intuitivo e volto al raggiungimento di risultati immediati. Chi non lo capisce, ancora non abita il nostro tempo. Ma nonostante queste premesse, ancora si vedono siti che fanno aspettare gli utenti per pagine da scaricare, pieni di flash o Javascript, che fanno infastidire l’utente e infine, lo fanno perdere. E il tempo di download, ha inoltre un suo peso sul ranking. Infatti, sappiamo bene che quando il crawler di un motore visita il nostro sito, va alla ricerca di keys, links, testi, tag, meta tag e altri elementi; e quando nel suo processo di crawling, muovendosi da una pagina e l’altra, non può leggere bene un sito perché trova degli elementi in flash, o trova link rotti o che dirigono verso un luogo non idoneo al nostro sito, ne prenderà nota e se lo ricoderà in futuro. Ma concentriamoci per un’attimo sulle persone e non sui softwares.
Pensiamo ad un utente normale, che navigando su un sito, incontra tutte queste difficoltà. Di sicuro farà come il crawler, e sarà egualmente vendicativo.

Ricordiamoci sempre che l’utente deve essere guidato, bisogna farlo pensare il meno possibile (una lettura utile è il sempreverde Dont Make Me Think di Steve Krug) e offrirgli un sito veramente a portata di mano che sappia far concludere le operazioni nel minor tempo possibile quando il suo scopo è transactional (pensate ad un’attesa di più di dieci secondi quando si acquista un biglietto aereo e si usa una carta di credito, o quando non funziona bene il carrello di un negozio on line. Magari il sito è eccellente ma nella fase conclusiva il carrello non funziona bene. Tutto il sito diventa fallimentare). Ricordiamoci che quando costruiamo un sito, anche se complesso, deve essere basato su concetti semplici.

Ricordiamoci sempre che nelle operazioni intellettuali come leggere iniziamo sempre dalla sinistra verso destra (la parte sinistra del cervello dell’uomo sviluppa il pensiero analitico) quindi è la parte sinistra, insieme a quella in alto, la parte più importante, non quella centrale. Creiamo un sito ben strutturato ed efficace con delle navigation bar chiare e semplici che sappiano guidare l’utente attraverso il processo di navigazione. E non dimentichiamoci delle mappe del sito, amate anche dai crawlers. Pensiamo all’utente quindi, scriviamo semplice e, soprattutto, pensiamo semplice quando progettiamo un sito. Think easy! Ci vuole molto per far arrivare utenti sul nostro sito, ma ci vuole pochissimo per farli andare via e non farli tornare più.

In questo modo, quando dovranno effettuare un’altra operazione, torneranno volentieri sui loro passi e ricorderanno chi è stato più gentile con loro.

Scritto da    |   dicembre 7th, 2009   |   Nessun commento

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