Long Tail: la coda lunga è la vera forza della SEO

Oggi ti parlo di un argomento trito e ritrito, ma siccome non lo abbiamo mai affrontato qui sul nostro blog, ho pensato che fosse venuto anche il nostro momento! Mi riferisco alla coda lunga o per i più sgamati alla “Long Tail”!

Long Tail, la coda lunga nella SEO

Grafico semplificato che illustra la coda lunga (long tail)

Per interrogare i motori di ricerca occorre utilizzare specifiche parole chiave (keyword) che identificano in modo più o meno dettagliato l’argomento (topic) del quale si desidera ottenere maggiori informazioni. Questa  keyword può essere composta da uno a infiniti termini in funzione della specificità della ricerca.

Naturalmente i volumi globali delle ricerche sono inversamente proporzionali al numero dei termini che compongono la parola chiave, semplicemente: più la parola chiave è lunga meno sarà ricercata (esempio: “hotel venezia”, ha una maggiore frequenza di ricerca globale di “hotel a venezia con molo su canal grande”).

Certo però che parole chiave composte da 1 solo termine sono molto più competitive (ci sono maggiori siti che competono e ambiscono alle prime posizioni) rispetto a quelle che utilizzano più termini, quindi richiedono investimenti maggiori e tempistiche di posizionamento più lunghe.
Inoltre, è statisticamente provato, le parole chiave che utilizzano più di 3-4 termini hanno tassi di conversione di gran lunga maggiori rispetto a keyword “secche” composte da 1-2 termini.

In ambito SEO quindi è fondamentale trovare il giusto MIX fra parole chiave competitive e keyword profilate (in modo da generare un discreto volume di traffico sul sito e con parole chiave che convertono di più). Inoltre il motore proseguirà la sua ricerca scandagliando tutti i contenuti testuali sulle pagine del sito internet, combinando le varie parole chiave e stringhe di testo generando infinite combinazioni di keypharse (frasi di ricerca).  Questo risultato si chiama LONG TAIL (coda lunga) ed è facilmente intuibile che si tratta della vera forza della SEO e che la sua efficacia è maggiore, maggiori sono i testi presenti sul website.

Allora, sei convinto che allungarsi la coda è la cosa più saggia da fare?! 🙂

Scritto da    |   dicembre 14th, 2011   |   12 Commenti
Michele De Capitani

12 Responses to Long Tail: la coda lunga è la vera forza della SEO
  • Sabino scrive:

    Ciao Michele, credo di aver capito, ma se è così ho ancora un dilemma….

    Il principio è: se costa troppo lavorare su 1 keyword (da 1 termine) che produce un fattore di traffico 10, mi oriento a 2 keywords (> 1 termini) che produce 5 o anche 5 keywords (>> 1) che produce 2. Oltretutto più sono i termini nelle keywords più c’è conversione…. corretto?

    Il dilemma è questo. Data 1 pagina da posizionare, diventa più complesso orientarla a più keywords (più raggruppamenti da 2,3 termini intendo). Corretto?

    Quale è il giusto compromesso? Come ci si deve regolare?

    Grazie per l’attenzione, ciao.
    Sabino

    • De Capitani scrive:

      Ciao Sabino,
      grazie per il commento.

      Oltretutto più sono i termini nelle keywords più c’è conversione…. corretto?

      Si, esatto!

      Data 1 pagina da posizionare, diventa più complesso orientarla a più keywords (più raggruppamenti da 2,3 termini intendo). Corretto?

      Si, vero.. è sempre bene ottimizzare ogni pagina per una singola parola chiave (dove per keywords si intende una frase composta da più termini, per esempio: “servizi web marketing” la consideremo come una parola chiave anche se composta da 3 termini).

      Quale è il giusto compromesso? Come ci si deve regolare?

      Inizialmente conviene concentrarsi su parole chiave meno competitive (quindi con 3-4 termini) per poi, man mano che arrivano i risultati, concentrarsi sui termini più competitivi. Mi spiego tornando all’esempio di “servizi web marketing”, inizio posizionando appunto la keywords scelta, poi mi concentrerò per posizionare la stessa pagina per “servizi web” e “servizi marketing” e “web marketing” che sono due keywords derivate dalla precedente ma più competitive.. infine cerco di posizionarmi per i singoli termini che mi interessano: “marketing” e “web” che come potrai immaginare sono keywords molto generiche e anche per questo iper-competitive.

      Spero di essermi spiegato, 😉
      un abbraccio.
      Michele

  • Toscana scrive:

    Questa cosa non la sapevo, grazie mille per la dritta..

  • Concetto che uso sempre quando vendo la SEO. Questa e’ la grande differenza tra SEO e pay per click. Prova a pensare.. Come fai ad intercettare con la pay per click quella combinazione di parole che ti garantirà un tasso dei conversione del 100 % ? Questo risultato e’ ottenibile solo con la SEO. L’ errore che fanno tutte le aziende e’ puntare su parole generiche , ogni giorno mi imbatto in aziende che spendono budget faraonici senza ottenere risultati. La tendenza e’ ragionare come i lemming.. Se uno si butta sul burrone ci vanno tutti ! Le aziende tendo a posizionarsi attraverso il pay per click con le parole piu’ competitive solo perche’ vedo il competitor o solo perché il sig. Google suggerisce.. In modo sapiente e furbo ! Non dimentichiamo inoltre che il 70 % degli utenti clicca sul posizionamento organico e che giorno l ‘ utente si inventa un modo nuovo di fare ricerca mettendo assieme parole assurde in un ordine assurdo che pero’ se trovano risposta beh generano una conversione. Ben venga dunque la coda lunga, ha sempre portato piu’ risultati…:-).Il 95 % dei clienti di Prima Posizione riceve risultati dalla long tail.

  • Ciao a tutti,
    l’unico strumento da utilizzare e che ci può essere d’aiuto per far capire e comprendere “il salto quantico” è il solito e vecchio Google Analytics, tramite l’analisi del percorso inverso delle conversioni al fine d’individuare le Keywords e stringhe di Key che effettivamente gli utenti utilizzano per ricercare il sito e portare a termine un acquisto/richiesta.
    Ciao Dario

  • dechigno scrive:

    Ciao Franco,

    Grazie per il contributo, naturalmente mi trovi perfettamente in accordo.

    Certo che per chi ha venduto/acquistato posizionamenti garantiti per molti anni é dura fare il salto quantico.. Come sai le nostre credenze sono dure a morire, molte volte anche l’evidenza dei risultati non basta!!

    OT: ci vediamo al convegno GT?

    Un abbraccio,
    Michele

  • Ciao! Complimenti per le importati osservazioni e per il blog.

    L’importante è ricordarsi sempre che la long tail è un fenomeno che va molto oltre la SEO e le parole chiave, ma che coinvolge trasversalmente un po’ tutto il business, come spiega Chris Anderson http://en.wikipedia.org/wiki/Long_Tail#Chris_Anderson_and_Clay_Shirky nel suo omonimo libro.

    Ecco che ci sono tante possibilità in più per tutti, tanti micro temi, tante micro nicchie, tante micro communities ma (per fortuna) è richiesta molta più competenza e passione di una volta.

    Ciao e a presto! 😉

    • dechigno scrive:

      Ciao Giulio,

      grazie a te per il tuo commento e per il contributo. 🙂

      In effetti i vantaggi della coda lunga sono proprio quelli indicati da Chris Anderson, se la si sfrutta bene si diventa leader di infinite micronicchie, massimo risultato col “minimo” sforzo…

      A presto,
      Michele

  • edmondantes scrive:

    Domanda: perchè delle volte siamo in testa o nelle prime posizioni, ma poi, vedendo bene, il nostro CTR non vola..??aia!pensiamo..qualcosa non quadra..:) è tutto un gioco di parole..che sono il 90% del nostro lavoro..
    I termini generici, come le belle considerazioni in un discorso parlato, vivono solo il ricordo del momento..
    Ma è un concetto specifico (quindi key phrases o coda lunga) quello che fa scattare la molla..
    è sempre l’utente che vuole un “hotel milano 3 stelle bande nere” che effettua la conversione e non “hotel milano”
    più parole nelle serps, più visibilità che vale! ne guadagna anche il Brand, che lascia un’impronta nella mente di chi cerca.

    ciao ragazzi,
    buon lavoro
    😉

  • Dario Di Giorgio scrive:

    Parole Seo/Sante direi…

    concetto da tener sempre presente per tutti i progetti web ed in primis per gli E-Commerce o comunque siti web di progetti in start-up che non hanno dati statistici sulle Keywords e sulla redditività delle stesse e dei propri contenuti.

    Troppe volte invece ci si orienta emozionalmente verso servizi con posizionamento garantito, che sono si utili, ma non funzionali come i servizi che permettono di lavorare su un range di keywords molto più ampio e relativa long tail.

    Oggi e ancor di più nel prossimo futuro la carta vincente è e sarà questa e non la lotta fratricida che si sviluppa sul posizionamento garantito… basterebbe fare uno switch mentale e pensare: “conviene essere posizionati con poche keywords nelle primissime posizioni oppure essere posizionati con un numero notevole di Keywords che rappresentano tutti i contenuti di un sito e le variabili di ricerca di un potenziale cliente pur non essendo con tutte le Key nelle primissime posizioni delle Serp dei motori di ricerca?” …

    • dechigno scrive:

      Ciao Dario,

      grazie per il commento e per il supporto.

      Effettivamente credo che il concetto, sono primo con “questa parola” sia sempre più un’ (passami il termine forte): “estensione del pene”…
      insomma qualcosa per il proprio EGO e non effettivamente qualcosa che produce e porta ad un risultato.

      Parlo per esperienza personale.. tanto per dire che ci bene o male ci siamo passati tutti! 😀

      Un abbraccio,
      Michele

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