Lo stato della linkbuilding in 5 punti

Come sono cambiate le tecniche di linkbuilding nell’ultimo anno? Anche se mancano ancora diverse settimane alla fine dell’anno, cominciamo già a tirare le somme e a fare un bilancio, grazie anche ad un’interessante analisi pubblicata da Moz qualche tempo fa.

Che le tecniche di linkbuilding fossero in continua evoluzione l’avevamo capito già da tempo: dai vari cambi di algoritmo alle dichiarazioni di Matt Cutts sulla validità dei guest post, molti sono stati, negli ultimi tempi, i segnali del cambiamento…vediamo quindi, nello specifico, qual è lo stato attuale della linkbuilding!

linkbuilding

Questi sono alcuni dei dati più interessanti derivati dal sondaggio effettuato da Moz:

1 – Rispetto al 2013, nel 2014 gli investimenti delle aziende sulla linkbuilding superiori ai 50.000 dollari al mese sono diminuiti, mentre sono aumentati quelli compresi nella fascia tra i 10 e i 50 mila dollari. In generale, però, le aziende continuano a dedicare alla linkbuilding una fetta importante del budget riservato alla SEO, e l’intenzione degli intervistati è quella di aumentare gli investimenti. Un primo dato che ci dice che la linkbuilding è cambiata, ma è viva e lotta con noi :-P.

2 – L’attività di guest posting, molto probabilmente anche come conseguenza del caso scatenato lo scorso gennaio da Matt Cutts, ha subito una brusca frenata: pur essendo ancora una tecnica usata, quella del guest post è rimasta una tattica di base solo per il 15% degli intervistati, mentre l’anno precedente lo era per quasi il 50%.

3 – Alcune delle tecniche di linkbuilding più “antiche”, evidentemente, cominciano ad accusare il colpo dello scorrere del tempo, dato che secondo molti intervistati vengono considerate come poco efficaci, se non addirittura dannose. È il caso, in particolare, delle article directory e delle web directory (per non parlare dei link a pagamento, che ormai fanno parte della preistoria e sono percepiti da molti come una tecnica ampiamente sorpassata).

4 – Coerentemente con il continuo porre l’accento sull’importanza della qualità e dei contenuti, anche quando si parla di linkbuilding, le tecniche che vengono considerate dagli intervistati come maggiormente efficaci sono quelle di “content+outreach”: non solo la creazione di contenuti di qualità in cui inserire il link è importante, ma anche la diffusione di tali contenuti.

5 – Uno degli obiettivi principali dichiarati dagli intervistati, per il futuro, è evitare di incorrere nelle penalità di Google. Come a dire che il colosso di Mountain View ha costretto tutti a drizzare le antenne e a rimanere continuamente aggiornati sulle novità del settore!

Per tirare le somme, la linkbuilding sta cambiando, ma rimane sempre una componente fondamentale in ogni strategia di web marketing aziendale. L’importante è non rimanere adagiati sugli allori e continuare ad aggiornarsi!

Scritto da    |   novembre 6th, 2014   |   2 Commenti
Francesca Tessarollo

2 Responses to Lo stato della linkbuilding in 5 punti
  • Darf scrive:

    Questo blog è sempre preciso e puntuale. Però secondo me le article directory sono ancora molto funzionali: in particolare se si posta un articolo molto lungo, circostanziato, con una buona densità TF-IDF, se si tocca tutto il campo semantico e se si piazza il link nel punto giusto del testo. In tal caso, anche con un anchor piatto, piuttosto che incorrere in penalizzazioni si ottengono grandi vantaggi. Poi è chiaro: il link profile va variato etc. ma direi che va fatto a livello di dominio in generale, piuttosto che a livello di pagina singola (che quindi può essere spinta anche in maniera pesante).

    • Francesca Tessarollo scrive:

      Ciao e grazie per il commento e per i complimenti al nostro blog 🙂
      Certo, le article directory non sono da archiviare in toto come tecnica di linkbuilding, ma l’uso che se ne fa al giorno d’oggi è diverso rispetto al passato. Bisogna dar più peso alla qualità rispetto che alla quantità, innanzitutto, e in generale è consigliabile usare questo strumento con parsimonia e non in modo indiscriminato!

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