Link baiting e Digital PR per una link building di qualità

Che i contenuti e la qualità nel web siano importanti, al fine della promozione di un sito, lo abbiamo ormai detto in tutte le salse. Allo stesso modo, chi fa link building (o link earning) sa bene che anche per questo tipo di attività una buona dose di qualità è fondamentale.

 
A questo proposito, abbiamo già parlato molte volte dei guest post come di una delle attività da preferire per la costruzione della link popularity del sito, proprio perché si tratta di una tecnica basata sulla qualità sia dei contenuti proposti, dia dei canali che li accolgono.

 
Oltre al guest post, ci sono però altre attività che si basano quasi unicamente sulla qualità del contenuto proposto e sulla capacità che questo ha di diventare virale, essere condiviso e, di conseguenza, di portare link preziosi a chi lo pubblica. Stiamo parlando, in termini generali, di link baiting. Se non ne hai mai sentito parlare (o se l’hai sentito, ma in altri contesti, per esempio riferito ai social network), cominciamo con una definizione del termine. “Bait” è il termine inglese che sta per “esca”, “adescare”, e si riferisce quindi alla capacità di un contenuto di “pescare” link, attirando l’attenzione su di sé e diventando quindi facilmente condivisibile e, in ultima analisi, virale.

 

link-bait

 

Chi mastica un po’ di Facebook sa che il termine link bait può avere anche un’accezione negativa: Facebook, infatti, penalizza il link baiting inteso come tecnica che utilizza trucchetti per “adescare” fan, like e condivisioni. In questo caso si tratta però di mezzucci che fanno leva sulla curiosità o sulla sensibilità degli utenti per convincerli a compiere un’azione su un contenuto, senza però dare niente in cambio o per lo meno niente di quanto promesso.

 
Se inteso come capacità di attirare l’attenzione in virtù di un contenuto davvero interessante e utile, però, il link baiting diventa un’attività di link building ben vista e in grado di portare dei reali vantaggi. In poche parole, si tratta della creazione di contenuti (e con contenuti non intendiamo solo testi, ma anche app, infografiche e così via) che siano legati in qualche modo ai prodotti, ai servizi e in generale ai temi trattati sul sito da promuovere. Si dovrà trattare di contenuti informativi, o divertenti, o realizzati con una particolare cura anche dal punto di vista grafico…dovranno cioè avere delle caratteristiche che facciano dire all’utente : “questo link lo voglio condividere”. Una condivisione naturale, quindi, che ha come obiettivo non solo l’aumento dei back link al sito, ma anche la crescita in termini di autorevolezza e di brand awareness. Una tecnica di link baiting, in questo senso, è la Skyscaper Technique di cui Andrea ci ha parlato in questo post.

 
Affinchè il il link bait funzioni, il contenuto da solo non basta: serve un’esca, ossia un elemento in grado si attirare l’attenzione proprio su quell’app, su quell’infografica, su quella news. Il titolo e la grafica in questo senso sono importanti, ma è essenziale fare un’opera mirata di digital pr, che vada a identificare quegli influencer e canali che possano per primi condividere il nostro contenuto, innescando il processo di condivisione.

 
Link bait e digital PR, insieme, potrebbero fare la differenza per il tuo sito!

Scritto da    |   luglio 18th, 2016   |   Nessun commento
Francesca Tessarollo

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