L’economia in miglior forma: Second Life

Second Life è nata nel 2003 come un mondo virtuale in 3D con l’obiettivo di diventare la combinazione perfetta tra chat, social network e videogioco. Una volta eliminati i problemi di spam e scam che irrimediabilmente colpiscono ogni nuovo progetto sociale, la popolazione di residenti (utenti attivi negli ultimi 30 giorni e con log-in ripetuti) si è stabilizzata sugli 800.000.

La moneta usata dagli abitanti virtuali delle varie città di Second Life è il Linden. I Linden possono essere acquistati ad un tasso di cambio di 240 Linden per 1 dollaro. Dopo alcuni dubbi sparsi sul web il passato mese di aprile, le nuove statistiche mostrano una crescita dell’economia di questo mondo virtuale, e una tendenza crescente a convertire i Linden guadagnati in Second Life a dollari reali.

La cosa interessante dei numeri della Linden Lab, l’azienda che opera Second Life e la banca virtuale che crea, distribuisce e gestisce la moneta, è che i benefici ottenuti sono unica ed esclusivamente collegati a operazioni realizzate dagli utenti, che hanno creato una vera user-generated economy. Ad esempio, la banca prende delle commissioni, come ogni banca “del mondo reale” per il cambio di una moneta all’altra, per trasferimenti di denaro tra giocatori, per l’acquisto di beni e servizi (tipicamente un 5%) nei negozi proprietà dagli utenti etc.

Così, le persone non pagano una quota per entrare a far parte del gioco e possono, se lo desiderano, non spendere un soldo nell’ambiente di Second Life. Abbiamo visto però come anche per altri giochi, il coinvolgimento delle persone è tale di portarle ad acquisire delle merci di cui possono godere molto spesso esclusivamente i loro alter ego virtuali, gli avatar.

L’opportunità per le aziende che hanno a disposizione beni virtuali è chiara. Soprattutto negli Stati Uniti, molte realtà hanno aperto un loro stabilimento su Second Life, sia a fini pubblicitari che a fini di vendita effettiva sulla piattaforma. Uno dei beni più redditizi è lo spazio in server del mondo reale, uno spazio che si può affittare o acquistare e che gli utenti possono addirittura scambiarsi tra di loro per altri beni o per Linden. Anche le aziende con beni fisici hanno opportunità di crescita su Second Life, come dimostrano i negozi che Coca Cola, Dell, Giorgio Armani e Adidas stanno operando in questo mondo virtuale.

La limitazione più importante ma sicuramente positiva dell’economia di Second Life è l’impossibilità di ricevere interessi e ritorni sugli investimenti operati nella piattaforma, politica che riduce il rischio di accumulazioni di capitali e speculazioni.

Lezioni da imparare? Lo scopriremo 🙂

Scritto da    |   agosto 18th, 2011   |   3 Commenti
Alba Lorente

3 Responses to L’economia in miglior forma: Second Life
  • dechigno scrive:

    Ciao Alba,

    dalla lezione sugli interessi ci sarebbe molto da imparare anche per la nostra economia reale… che poi scavando un po’ è tanto reale quanto il Linder di Second Life, solo chè è composta da carta e non da bit.

    Ma qui andrei troppo off topic, mi attengo alle regole SEO (stiamo in argomento!) 🙂

    Grazie,
    a presto.
    Michele

    • Alba scrive:

      Ciao Michele,
      Infatti molti diffidano delle economie virtuali argomentando che la moneta non ha un valore reale, ma è così con tutte le monete più importanti: hanno valore perché una comunità sufficientemente grande le accetta come sostitute leggere e pratiche ma senza valore intrinseco in se stesse (monete fiat).
      Sinceramente io non vedo differenza tra una e le altre, sopratutto non oggi.
      A me quello che colpisce di più è l’uso che ne fanno i privati e aziende per avere dei benefici che poi possono convertire in soldi reali… Saranno le entità che fanno questo cambio valuta soci di Second Life?

      • dechigno scrive:

        Ciao Alba,

        vedo che sei preparata in economia monetaria, mi fa molto piacere.. 🙂

        L’unico problema di una moneta completamente digitale è la sua completa tracciabilità di chi la usa ma non di chi la produce. Insomma, sembra proprio una questione da “Grande Fratello”… ma mi raccomando, non quello della Marcuzzi! 🙂

        Quindi prima di fare un passo del genere, pensiamoci bene.. e non come al solito abbassare la testa e seguire il gregge. 😛

        Grazie,
        a presto.
        Michele

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