Landing pages. Dal flirt ad una relazione seria

Quando incontriamo una persona che ci attrae, e su questa iniziamo ad avere intenzioni bellicose (ragazzi, non dite di non averlo mai fatto..:-)

non sappiamo mai se da un semplice flirt che, che di solito è la prima mossa che si compie, può sfociare nel tempo in una relazione più o meno seria. Possiamo averla cercata intenzionalmente o meno, comunque ormai ci siamo dentro e nemmeno forse ce ne siamo accorti.

Il rapporto iniziale con le landing pages è più o meno lo stesso. In entrambi i sensi. Prima di tutto perché possiamo cliccare su un Avertisement o su un Pay Per Click oppure capitarci non intenzionalmente, e poi perché possiamo guidare il visitatore verso il nostro sito e fargli vedere cosa altro abbiamo da offrire. Ecco quindi che dal semplice flirtare, si può passare ad una relazione più stabile; perché l’utente può trovare altri servizi/prodotti che proponiamo e quindi stabilire con noi un rapporto di fedeltà (anche se nel web, come nelle relazioni, questo concetto è relativo).

Creare una landing pages inoltre è come andare al primo appuntamento. Dobbiamo cercare di essere attraenti in modo che la persona con cui ci vediamo si convinca ad uscire di nuovo con noi perché siamo “fichi”. Quindi, che compia un’azione. Che nella landing page è quella, per esempio, di comprare un prodotto o un servizio, inscriversi alla newsletter o qualsiasi altra forma di azione.

Creare una landing page inoltre, è cercare di piacere. E’ come scrivere una pubblicità. Una pubblicità è una forma promozione di un prodotto attraverso delle caratteristiche che riteniamo uniche e che possono convincere l’utente a fare un acquisto. Non facciamo lo stesso quando usciamo con una persona che ci piace? Non cerchiamo di promuovere delle nostre caratteristiche?

Quindi, bisogna cercare di prendere tutte le informazioni necessarie per “fare colpo”, scoprire i gusti e cosa può piacere alla persona con cui ci apprestiamo a uscire per cercare di dissipare ogni dubbio dalla sua mente e in modo da farle pensare che noi siamo “il meglio che c’è in giro”. E questo, nell’approccio alla costruzione delle landing page, si stabilisce studiando la audience. Possiamo quindi affermare, che non solamente dobbiamo individuare bene quale target di utenti andare a prendere, ma anche come raggiungere questa audience.

Per raggiungere questa audience, dobbiamo dare molta importanza al linguaggio. Come abbiamo già affermato in precedenza, il linguaggio nei motori di ricerca, è in costante movimento, è un continuo cambiamento ed ogni generazione di persone comunica differentemente, quindi le differenze nel modo di pensare, di comunicare e di scrivere, devono essere prese in considerazione. Potremmo parlare, durante la nostra uscita con la ragazza/o che cerchiamo di conquistare, con un linguaggio che era dei nostri nonni? Assolutamente no. Scapperebbe a gambe levate e ci prenderebbe per matti da legare.

Per finire, alcune considerazioni da tenere sempre a mente quando costruiamo una landing page.

Le landing pages sono quelle pagine che i visitatori raggiungono quando cliccano una AD oppure un Pay per Click. Di solito queste pagine di atterraggio non sono linkate da altre pagine e non sono collegate al sito. Inoltre queste pagine non dovrebbero essere spiderizzate (che può essere fatto usando un robots.txt per tenerle fuori dall’organico)

Questo tipo di pagine hanno 2 scopi:

1) Quello di far completare all’utente/navigatore una certa attività transazionale (ricordiamo che gli utenti utilizzano il search nei motori per 3 scopi: navigational, transactional, informational*) che può essere quella di un acquisto, di una inscrizione alla newsleter, di un contatto più generale, insomma di far concludere all’azione chi giunge su questa pagina.

2) Quello di tracciare e valutare gli sforzi che stiamo facendo nel PPC Advertisement. Non solo per studiare il traffico qualificato, ma anche per tracciare il traffico di conversioni.

Ci sono anche 2 tipi di landing page:

1) Quelle che sono costruite in modo che il visitatore sia indirizzato all’acquisto di un prodotto/servizio o che compia, comunque una singola azione. Quindi una landing page, un prodotto.

2) Quelle costruite a immagine e somiglianza con le altre pagine del sito e interagiscono quindi con ognuna di esse.

Questa distinzione, ovviamente, varia sempre in base agli obiettivi che abbiamo in mente. Che può essere quella di far acquistare un prodotto in quel preciso momento. E allora il nostro primo appuntamento è andato alla grande, oppure quello di incanalare il visitatore verso altre pagine del sito e altri prodotti/servizi in cui potrebbe tornare per successivi acquisti. In questo modo, allora, la relazione si farebbe più seria.

*Andrei Broder (tassonomia della ricerca web)

Scritto da    |   maggio 16th, 2010   |   Nessun commento

Lascia un commento