Come internet ha cambiato la nostra lingua, dal lessico alla sintassi

Che internet abbia cambiato il nostro modo di comunicare è ormai sotto gli occhi di tutti: la comunicazione, assorbendo le caratteristiche del mezzo tramite cui avviene, è diventata più veloce, più immediata, più informale, più diretta. Non solo: la comunicazione in internet non è solo verbale, si è anzi “imbastardita” con elementi di comunicazione visiva, sonora, e chi più ne ha più ne metta. Si tratta, potremmo dire, di una specie di pot-purri in cui si fa man bassa di tutti gli strumenti che si possono usare per esprimersi.

Ma non è solo il nostro modo di comunicare ad essere cambiato, con il web: ad aver subito dei mutamenti evidenti è la lingua stessa. Sappiamo benissimo che la lingua non è un qualcosa di fisso e immutabile, anzi, è soggetta a cambiamenti ed evoluzioni che possono essere determinati da diversi fattori. Essendo internet (e tutto ciò che include, quindi email, social network, chat…) uno dei mezzi principali tramite cui comunichiamo oggigiorno, è impossibile pensare che le caratteristiche dello strumento che maggiormente utilizziamo per comunicare non stia avendo una qualche influenza sulla nostra lingua.


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Andando ad analizzare più in profondità il modo in cui utilizziamo il linguaggio in rete, possiamo notare come la nostra lingua sia stata influenzata, e modificata, in molti dei suoi aspetti. Vediamoli uno per uno!

– TONO – Il tono della lingua, ossia il suo essere formale o informale, diretta o indiretta, colloquiale o distaccata, era, prima dell’avvento di internet, una delle variabili che maggiormente contraddistingueva la lingua parlata da quella scritta. Ognuno di noi, ripescando fra i suoi ricordi scolastici, si ricorderà la lezione impartita dall’insegnante di italiano, che sottolineava come la lingua scritta fosse formale, neutra e revisionata, mentre quella parlata si caratterizzasse per l’uso di espressioni informali, per una maggiore immediatezza e per un certo “lassismo” per quanto riguardava la correttezza grammaticale. Con il vasto utilizzo di social, chat e così via, si scrive certamente molto di più rispetto a un ventennio fa, ma assistiamo al fenomeno per cui la lingua scritta ha cominciato a presentare tutte le caratteristiche della lingua parlata. La scrittura, insomma, ha perso quell’aura di formalità per ricoprirsi invece di semplicità e colloquialità, tanto che potremmo descrivere il linguaggio usato su molta parte del web come un lingua orale-scritta.

– LESSICO – Dopo il tono, il lessico è sicuramente la componente della lingua che è stata più visibilmente modificata con la diffusione di internet. D’altra parte, il lessico è la parte della lingua meno fissa e più soggetta a cambiamenti, e sono le differenze a livello lessicale che maggiormente contraddistinguono i diversi tipi di linguaggi (anche se ovviamente non sono le sole). È quindi naturale che anche la lingua di internet presenti delle novità, rispetto alla lingua per così dire tradizionale, proprio su questo piano.
Molti sono i neologismi nati in seno ad internet, e spesso si tratta di termini ricalcati dalla lingua inglese: in principio furono parole come “chattare” e “cliccare” ad entrare nel nostro vocabolario quotidiano, seguite poi da moltissimi altri termini propri dell’utilizzo della rete e ancor più dei social (vedi alla voce “like”, “share”, “twittare”, e si potrebbe continuare all’infinito), termini che in molti casi si sono affrancati dal loro significato originario per divenire dei termini generici, da usare anche in contesti diversi da quello del web. Il termine “LOL”, per esempio, tipico del gergo degli internauti, si può comunemente sentire durante un tradizionalissimo dialogo vis-à-vis fra adolescenti, e non solo sui social.

 

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– GRAMMATICA – Anche se non si notano dei cambiamenti sostanziali derivati da internet a livello grammaticale, nella nostra lingua, si può comunque parlare di una certa “desacralizzazione della grammatica italiana” e di “un ulteriore allentamento della norma”, come sottolinea Fabio Rossi. Un esempio è dato dalla minore attenzione prestata all’uso di accenti gravi o acuti o addirittura alla sostituzione dell’apostrofo con l’accento (quanti di noi, su Facebook o in Whatsapp, hanno scritto almeno una volta “pò” anziché po’, oppure “E’”anziché È solo perché è più veloce farlo?). E se invece si scrive correttamente, molto spesso lo si fa grazie i correttori automatici più che per un reale e volontario rispetto delle norme grammaticali!

– SINTASSI – essendo il modo di comunicare in rete immediato e veloce, la sintassi usata è anch’essa semplificata. Stanno prendendo più piede quindi i periodi non solo meno arzigogolati ma – più banalmente – brevi e semplificati, caratterizzati spesso da uno stile nominale e da una preferenza accordata alla paratassi piuttosto che all’ipotassi.

– PUNTEGGIATURA – Anche la punteggiatura usata nei social, nelle chat e così via è molto diversa rispetto a quella usata comunemente nella lingua scritta. Mentre assistiamo alla scomparsa del punto e virgola, vediamo invece l’avanzata dei puntini di sospensione, dei punti interrogativi ed esclamativi, che spesso (assieme alle “faccine”) aiutano a far trasparire il tono di voce anche se si sta usando il linguaggio scritto.

La lingua di internet, insomma, è per molti versi un ibrido fra lingua scritta e lingua parlata, ed è sicuramente una variante diversa di entrambe, una variante in continuo movimento e cambiamento, proprio come il mezzo in cui viene usata per comunicare.

Scritto da    |   maggio 24th, 2016   |   Nessun commento
Francesca Tessarollo

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