Il web democratico… verso il bipartitismo?

Riflettevo ieri sui molti cambiamenti che hanno introdotto sia Google che Facebook alle loro rispettive offerte di valore, e a come, in realtà, si stiano avvicinando sempre di più l’uno all’altro con lo scopo di farsi con un maggior potere sul web.

Il paragone immediato al quale sono arrivata ieri è quello con il sistema bipartitico e in particolare con la teoria dell’elettore mediano. Mi spiego.

Google ha cominciato la sua strada essendo un semplice, puro motore di ricerca. Facebook ha iniziato la sua essendo una piattaforma social. Apparentemente, due estremi nella linea dei prodotti web che non dovrebbero incontrarsi mai in una situazione concorrenziale. La realtà è che tutti e due, con l’obiettivo di raggiungere sempre una fetta di utenti maggiore, di riuscire ad averli più tempo presso la propria piattaforma (e quindi guadagnare di più con la pubblicità), si sono immersi in una pratica di base nei temi della scienza politica, e cioè la tendenza ad avvicinarsi sempre di più alle preferenze dell’utente mediano (chiamiamolo così), offrendogli ciò che ritiene sia utile e preferito.

Così sia Google che Facebook hanno cominciato a offrire servizi di email, interazione sociale, videochiamate, programmi pubblicitari per le aziende (a proposito, una piccola dritta per l’advertising su Facebook scoperta ieri ;)), e sono diventati sempre più simili l’uno all’altro fino al punto che oggi la guerra del dominio sul web sembri, per ora, limitata a loro due.

In più, si è creata attorno a loro una delle condizioni dello sviluppo bipartitico che non so fino a che punto avesse un tale impatto prima di questo confronto così evidente: le fusioni e acquisizioni. Una delle condizioni che, infatti, favoriscono il bipartitismo, è la creazione di coalizioni con il gruppo dominante. (ehem Skype, ehem Youtube, ehem altre centinaia di start up e prodotti).

Uno dei problemi del bipartitismo, anche sul web? Che le idee degli estremi (in questo caso, minoritarie o con un following meno numeroso) rimangono in un secondo piano, dimenticate dal rumore dei due giganti. E’ un peccato, perché da dove Google e Facebook hanno cominciato, negli estremi, è dove si trova la vera innovazione e le nuove idee che daranno forma a web del futuro. E’ normale che quelli nel potere desiderino raggiungere le quote più importanti di mercato possibili, ma pensando solo all’utente mediano, non è che stanno dimenticando tutti gli altri utenti le preferenze dei quali si allontanano dalla maggioranza?

Un secondo problema? L’efficienza del sistema. Immagino che la maggioranza tra di voi avrà sentito parlare del teorema dell’impossibilità di Arrow sulle scelte collettive. Permettetemi di fare il giochetto con la scelta tra Google+ e Facebook. La teoria dice che non esiste una elezione collettiva che riesca a soddisfare i requisiti di universalità (ordinamento delle preferenze completo), possibilità di dominanza di una preferenza sociale (se tutti preferiscono X, X è la preferenza sociale), assenza di dittatori (la preferenza sociale non dipende in esclusiva di un individuo), razionalità e inesistenza di alternative rilevanti.

Cioè, nella scelta solo tra Google+ e Facebook, una scelta senza influenzatori dominanti (che ci costringano quindi a scegliere), in cui ogni uno valuti i singoli servizi di uno e l’altro indipendentemente (ad esempio, valutazione del servizio Gmail vs le mail di Facebook o i hangouts di Google+ vs la videochiamata con Skype), se è razionale, non potrà mai soddisfare la maggioranza perché non corrisponderà a la preferenza sociale. Nello stesso modo, se la preferenza sociale vince, la vincita di uno sull’altro non sarà sotto criteri razionali. Vedo più probabile questa ultima alternativa. 🙂

Al margine di questo, penso che, per fortuna, ci saranno sempre quelli con voglia di sorprenderci, anche se è solo per diventare i nuovi giganti della prossima generazione. Sicuramente sarà per loro più difficile farsi sentire sopra le urla di questi due Golia, più di quanto è stato per loro e per i primi attori del web farsi un luogo nel mercato. L’importante è che le idee nascano, crescano e muoiano per lasciare sempre spazio a nuovi, migliori modi di utilizzare questo prezioso strumento.

A noi di supportare loro nella lotta contro il bipartitismo sul web!

Scritto da    |   gennaio 19th, 2012   |   Nessun commento
Alba Lorente

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