Il bigino de: VI Convegno GT (Riccione)

Insieme a Silvia, Alba e Dario siamo di ritorno da Riccione reduci dal Sesto Convegno GT, l’evento nazionale più cosciuto nel settore SEO.

VI convegno GT - Foto

Anche quest’anno sono doverosi i complimenti a Giorgio Tave & Co. per aver ben organizzato l’appuntamento raccogliendo oltre 350 adesioni con un incremento notevole delle quote rosa (direi che  noi di Prima Posizione abbiamo contribuito parecchio ad accentuare questo trend grazie alle nostre Silvia e Alba… senza considerare che dietro alle quinte ci sono altre 3 dolci fanciulle: Alessia, Francesca e Serena che colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente).

Senza più divagare e tornando a bomba sul topic (argomento) vorrei raccogliere qui tutti gli appunti che ho scritto durante gli interessanti interventi dei relatori, una sorta di “bigino” del convegno:

Google Panda: Stuart DeltaPro Web Consulting

Stuart ha portato la propria esperienza fatta su due casi studio legati a potenziali penalizzazioni da Google Panda Italia. Qui la sintesi delle azioni:

  • Aumentare la consistenza delle pagine: questo significa avere pagine con almeno 400-500 parole legate ai contenuti reali (quindi non conteggiare le zone boilerplate)
  • Non ci sono guru: perché il reverse engineering è impossibile e ci sono pochissime esperienze in merito
  • Ridurre le parti da BoilerPlate
  • Evitare troppi link in uscita
  • Favorire engagement (interattività su: social, contatti, commenti, etc.. in pratica tutta la parte di condivisione)
  • Abbandonare queste cattive abitudini SEO: 1] Meglio tante pagine con poco contenuto rispetto a poche pagine con tanto contenuto  |  2] Unicità dei contenuti (l’univocità è ancora importante ma ora subentra un discorso anche qualitativo)

Panda e l’impatto sulle affiliazioni SEO: Leonardo Saroni  – Booking.com

Anche Leonardo ha portato le sue case history di siti d’affiliazioni sul Panda e ci ha passato alcuni consigli:

  • Domandati sempre: il mio sito da un vero servizio all’utente? Oppure lo spinge solamente a cliccare sulla pubblicità o su un altro sito al quale sono affiliato? Se la risposta è SI: inizia a preoccuparti! 🙂
  • Bisogna dare sempre e comunque valore aggiunto all’utente!
  • Vengono infatti molto premiati i siti di contenuto/informativi
  • Lo sono anche i siti “Full XML cioè quelli che trattengono il cliente sul sito e lo spingono a eseguire la prenotazione direttamente sullo stesso senza dover passare su un altro sito
  • La forza del dominio ha ancora la sua valenza (infatti ci sono esempi di domini che si posizionano bene anche se non hanno contenuti unici)

Black Hat Seo, tutte le cose da {non fare | sapere} nel 2011: Andrea ScarpettaSEMS

Andrea ha portato la sua esperienza e le sue considerazioni su attività di Black Hat SEO seguendo i forum americani sull’argomento, qui il sunto del suo intervento e consigli:

  • Spinning: se fatto bene funziona ancora (si tratta di una tecnica di composizione automatica dei testi tramite l’utilizzo di sinonimi)
  • Spinning a livello di carattere (col codice HTML anziché il carattere corretto all’interno del termine). Gli spider infatti trovano questo testo come originale (almeno per il momento).
  • Linkpyramid: strutturate in questo modo: 1] crea un sito che monetizza (quello da spingere) -> 2] crea un network di siti (una dozzina almeno) con contenuti originali che linkano il sito da monetizzazione -> 3] acquista e passa i +5000 links sul network tramite il software come Xrummer (automazione lato server dell’iscrizione sui profili forum) e Dripfeed (uguale a Xrummer ma non servono conoscenze in ambito sistemistico). Questa tecnica funziona molto bene ma nel brevissimo termine: circa 7 giorni di visibilità poi si viene penalizzati.
  • Death Captcha: software per risolvere i captcha in modo automatico (con un 60-70% di risoluzioni positive)
  • Article Marketing Robot: software per automatizzare l’article marketing (distruzione in inglese)
  • Sick Marketing: software testato con esiti positivi per submission directory
  • Footprint: analisi delle ripetizioni per trovare siti con stesse possibilità/falle da sfruttare
  • Fattori di qualità dei links: il nofollow disperde il linkjuice, quindi attenzione a non avere troppi backlinks anche se nofollow sulle tue pagine

Come fare SEO quando il “materiale a disposizione è poco”: Fabio Sutto – Semplify.it

Fabio ci ha illustrato come pianificare le attività SEO con poco budget e materiale … ma con tanta tanta pazienza e tempo da dedicare:

  • Sfruttiamo le piattaforme dei blog (pagine tag): WordPress.com, Libero Blog, etc. Queste pagine, per esempio quelle di WordPress hanno reintrodotto il nofollow però cedono il link alla prima risorsa della lista, quindi è fondamentale: 1] Scrivere contenuti di elevata qualità  |  2] Scrivere su tag poco usati e quindi meno competitivi
  • Tecniche di grabbing: Fabio indica con questo nome la tecnica di prendere contenuti in rete dai motori di ricerca (io questo lo chiamo spam engine!) oppure dalle newsletter che si ricevono via email.

Ascoltando Fabio mi è venuto in mente che potrebbe essere interessante sfruttare contenuti in altri formati (pdf, doc, xls) trasformandoli in pagine HTML (il motore non li considera come duplicati)

  • Google Translate Rest API V.2: api di google translate e bing translate. Traduci il testo in inglese da un altro sito e lo aggreghi in italiano per la creazione di contenuto (solo poche porzioni di testo, per non far scattare le red-flegs per contenuto duplicato)

Keep It Simple, SEO! Alessandro Martin – SEMS (un link basta e avanza! hi hi hi!)

Alessandro ha sollevato una questione molto importante del nostro mondo, infatti la SEO pura ormai non esiste più e il professionista in tal senso è proiettato ad occuparsi anche di: comunicazione, link building, contenuti, copywriting, social media, etc. etc.

Tutte queste competenze complicano l’attività e risulta fondamentale per non far fallire i nostri progetti (una statistica dice che il 63% dei progetti IT fallisce proprio a causa della complessità e dimensioni del progetto) occorre semplificare il lavoro. Queste le best pratique:

  • Osserva la concorrenza e riadatta le cose positive al tuo contesto (non re-inventare da capo ciò che esiste già)
  • Semplifica i report
  • Crea documenti semplici e con immagini evocative
  • Meeting veloci e diretti
  • Semplifica i contratti

Sono d’accordissimo con Alessandro, la semplificazione è ciò che ci permetterà di essere puntuali, precisi e di raggiungere tutti i nostri obiettivi. Però non concordo sulla sua frase che i tools di automazione non servono a tale scopo, invece personalmente credo siano un’ottima soluzione per trovare un metodo che permetta di lavorare senza scordarsi niente e avendo una serie di attività programmate escludendo errori umani (in fondo se ne fanno sempre). 🙂

Questi e tutti gli altri interventi li trovi qui: http://www.convegnogt.it/. Quelli che non ho sintetizzato in questo post sono stati altrettanto interessanti, ma purtroppo erano meno schematizzabili e con informazioni più generaliste e divertenti: indimenticabile il SEO WARS fra Enrico Altavilla e Cesarino Morellato e in particolare l’intervento di Enrico Madrigrano che personalmente ho ritenuto il più emozionante e denso di significato, pur senza parlare di tecnicismi… in 3 parole: un altro pianeta! 🙂

Un abbraccio,
Michele

Scritto da    |   dicembre 19th, 2011   |   2 Commenti
Michele De Capitani

2 Responses to Il bigino de: VI Convegno GT (Riccione)
  • dechigno scrive:

    Ciao Stefano,

    grazie per i complimenti. Approfondisco qui abbastanza velocemente i due argomenti richiesti, poi certamente ci saranno degli articoli approfonditi, magari con qualche caso studio reale:

    – Sick Marketing: è un software di article marketing submission, che significa? Vuol dire che si risparmia tempo nell’inserimento dei nostri articoli sui vari portali che permettono la distribuzione. Naturalmente il tool è focalizzato sul mercato inglese (Americano) quindi per l’Italiano meglio non usarlo. Qui il link: Sick Marketing

    – Footprint: sono le “impronte” che lasciano alcuni CMS sui siti internet. Quindi riuscendo a scoprire come sfruttare al meglio una caratteristica di uno stesso CMS, a ritroso è possibile risalire a tutti gli altri siti nel web che utilizzano quel CMS e sfruttare le nostre conoscenze anche per tutti quei siti, ottenendo in cambio il tanto agoniato backlink. Un esempio potrebbe essere questa semplice richiesta: Footprint siti italiani realizzati in wordpress con pagine che parlano di Web Marketing.

    Spero di essere stato abbastanza chiaro,
    altrimenti son qui.. 🙂

    Grazie mille,
    buon lavoro.

    Un abbraccio.
    Michele

  • Stefano scrive:

    Ottimo articolo, utilissimo, potreste dire qualcosa di più su Sick Marketing e Footprint?

Lascia un commento