I tuoi dati non sono l’unica cosa che Facebook rende pubblica!

E’ imperativo questa settimana parlare di un avvenimento che cambia sicuramente una parte importante del web, se non forse a livello operativo per la maggioranza di utenti sicuramente si a livello strutturale, e soprattutto a livello di come si valuterà da oggi in poi la performance di Zuckerberg e il suo team.

Ieri Facebook ha dato il primo passo ufficiale per diventare una compagnia pubblica, una trasformazione che potrebbe fare storia come l’IPO tecnologica più grande della storia (già da martedì si ipotizzava che l’azienda potrebbe raggiungere una quantità indeterminata tra i 5 e i 7 miliardi di dollari). L’annuncio non è stato una sorpresa poiché visti i volumi di fatturato il passaggio in borsa era più un obbligo fiscale che una scelta, ma si che è vero che l’IPO è arrivata più presto di quello che ci si aspettava (alcuni affermavano che sarebbe arrivata questo sabato 4 febbraio quando Facebook compierà 8 anni). Ecco il perché dei movimenti nel mercato secondario negli ultimi giorni…

Le voci di corridoio che hanno dato luogo alle speculazioni all’inizio di questa settimana affermano che Sheryl Sandberg è stata vista questa settimana al Forum Economico Mondiale a Davos, rispondendo in privato alla domanda sull’uscita in borsa con un ampio, ampissimo sorriso. La COO, che ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione dei modelli pubblicitari sia di Adwords che del gigante dei social media, non sarà comunque l’unica a svegliarsi in modo diverso oggi: si stima che circa una terza parte del personale impiegato potrebbe diventare milionario il giorno che Facebook aprirà lo stock agli investitori di tutto il mondo.

L’annuncio arriva dopo la pubblicazione di un rapporto redatto da sviluppatori di API per annunci Facebook che afferma che nel 2011 la spesa in annunci nel social network da parte delle imprese sia aumentata del 1600%. Il dato non è particolarmente spettacolare se consideriamo che in una gran parte di paesi l’advertising su Facebook sta solo ora cominciando, alzando in modo molto significativo le statistiche, ma sicuramente ai nuovi azionisti la crescita a quattro cifre farà piacere 🙂 . L’investimento in pubblicità non potrà fare che crescere ancora di più quando la Timeline sarà finalmente imposta a tutti gli utenti nel giro delle prossime settimane, migliorando in modo molto significativo la profilazione dei dati per la targhetizzazione degli annunci (eh si, mica serve solo a fare scena).

Il passaggio al suolo pubblico ha indubbiamente conseguenze molto importanti nel come funziona una azienda, dal momento che (quasi) tutte le decisioni saranno prese da e per gli investitori, che attengono, giustamente, ad una sola ragione: $$$$. Ciò vuol dire che cambiamenti nelle politiche di privacy, nei servizi offerti o nella struttura del social network non saranno più solo giudicate dagli utenti (che, ci crediate o no, ha fatto cambiare idea a Facebook in più di una occasione), ma quasi istantaneamente dai mercati finanziari di tutto il mondo. Rischioso? Certo. Profittevole? Se niente va storto, moltissimo.

Potete leggere qui la lettera di Zuckerberg ai potenziali azionisti.

Scritto da    |   febbraio 2nd, 2012   |   Nessun commento
Alba Lorente

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