Google Hummingbird: come cambia la SEO col colibrì?

Nei giorni scorsi Google ha annunciato il suo nuovo aggiornamento tramite l’algoritmo di ranking “Hummingbird Update” (Serena lo aveva annunciato qui) mettendo a una caterva di SEO dubbi e preoccupazioni, in particolare echeggia nel web una domanda: Come cambia e cosa significa questa evoluzione per il mio sito internet? Al fine di evitare il panico di massa ho pensato di raccogliere informazioni, strategie e idee in questo post, dandoti i primi consigli per adeguare il tuo sito internet al Colibrì. Un piccolo vademecum quindi che spiega cos’è Hummingbird Update, come influenza le SERP e quindi la classifica in Google: infine alcuni suggerimenti su come adattare la tua strategia SEO per beneficiare delle novità introdotte dall’algoritmo.

Google Hummingbird update - Nuovo algoritmo Colibrì

Cosa sappiamo ad oggi dell’algoritmo Google Hummingbird?

La data in cui Google lo ha annunciato è il 26 settembre 2013, ma Hummingbird è stato rilasciato un mese prima (quindi a fine Agosto) e a detta degli ingegneri Google ha influenzato circa il 90% delle query di ricerca (SERP). A differenza di Penguin e Panda, Colibrì non è un aggiornamento basato sulla penalizzazione (volto perciò a ripulire i risultati delle ricerche da siti SPAM e di bassa qualità), ma un’evoluzione nel modo in cui il motore di ricerca risponde alle varie tipologie di interrogazioni. Ciò consente a Google di intuire il reale significato e la motivazione latente all’interno della frase di ricerca, piuttosto che alla mera concomitanza dei termini della ricerca che compongono la query. In tal senso, l’algoritmo consentirà di affrontare al meglio le ricerche di conversazione, tenendo il passo al crescente mercato delle ricerche vocali da dispositivi mobili. Quindi Google, grazie all’aggiornamento Hummingbird, è in grado di comprendere le intenzioni di ricerca (appunto le esigenze latenti) degli utenti e quindi restituire risultati più puntuali e precisi che corrispondano alla soddisfazione di questi bisogni. Entra quindi in gioco prepotentemente la semantica (ne ho parlato 2 anni fa al Convegno GT dove ho illustrato i principali modelli matematici di analisi semantica dei testi e introdotto il concetto di SEOMantica in relazione alla direzione intrapresa dagli ingegneri dei principali motori di ricerca mondiali) quindi il contenuto e il suo significato diventano determinanti (non solo quindi frequenze e/o posizioni delle parole chiave all’interno dell’HTML). Quindi armiamoci di pazienza e cerchiamo di comprendere il ragionamento di Google e in base a questo sviluppare la nostra strategia SEO strizzando l’occhio a queste nuove soluzioni di ottimizzazione.

1_ ADEGUA LA STRATEGIA PER KEYWORDS A UNA STRATEGIA PER KEYPHARSE DI CONVERSAZIONE

Cosa sta succedendo? Google molto probabilmente si è accorto del cambiamento profondo degli utenti nell’effettuare ricerche, soprattutto da dispositivi mobili, tramite l’utilizzo di frasi e domane colloquiali, come: “Devo andare in bagno…”, “Dove posso mangiare…?”, “Come posso fare per…?”, etc. Quindi deve escogitare metodi per interpretare al meglio queste frasi lunghe, contestualizzandole e comprendendone il significato che per semplicità scomporremo in due sfere:

  • Significato esplicito, quindi esplicato nei termini utilizzati per compiere la query di ricerca
  • Significato implicito (sottinteso oppure, come piace dire a me, latente), cioè non indicato nella frase di ricerca ma intuibile dalla tipologia di contenuto e da fattori esterni concomitanti (localizzazione, tempistica, abitudini, interessi, amicizie, conoscenze, supporto di navigazione utilizzato, etc.)

Gli intenti e le query che gli utenti compiono possono essere suddivisi in varie tipologie che ci serviranno a comprendere meglio quanto appena descritto:

  1. Ricerche informative
    • Query = “Quanti anni ha Hulk Hogan”
    • Significato esplicito = “Voglio un numero preciso ad oggi, l’età”
    • Significato implicito = “Desidero informazioni di carattere generale su Hulk Hogan”
    • Risultato di Google = soddisfa immediatamente la query esplicita e successivamente quella implicita mostrando la biografia su Wikipedia come primo risultato organico: Query informativa dove Google Hummingbird risponde a significati impliciti e espliciti
  2. Ricerche di navigazione 
    • Query“What is the official immigration website” (Qual’è il sito ufficiale per l’immigrazione)
    • Significato esplicito = “Desidero ottenere il sito ufficiale dedicato all’immigrazione”
    • Significato implicito = “Ho necessità di scoprire e avere una panoramica delle possibilità di immigrazione”
    • Risultato di Google = mostra il sito principale governativo americano (la ricerca è stata fatta su Google.com) e poi mostra altri siti ufficiali di altri paesi: Query navigazione Google Colibrì
  3. Ricerche transazionali
    • Query“Where is the nearest redbox” (Dov’è il più vicino redbox)
    • Significato esplicito = “Desidero trovare il negozio redbox più vicino a dove mi trovo”
    • Significato implicito = “Devo localizzare fra tutti i negozi quelli più comodi e vicini alla mia postazione”
    • Risultato di Google = il motore mostra all’utente lo strumento di localizzazione per individuare i negozi più vicini (da notare come evidenzia appunto la parola chiave “locator” e “locations” che non fanno parte dalla ricerca esplicita ma sono keywords latenti utilizzate tramite l’espansione semantica nella ricerca): Query Transazionale di Google Humingbird

Cosa consiglio fare: quando da buon SEO scegli le parole chiave che determinano il contenuto delle pagine  – chi ha orecchie per intendere intenda – esamina le frasi che esprimono tutte le tipologie di ricerche (informative, di navigazione e transazionali) e crea un contenuto in grado di soddisfarle tutte e tre:

  • Query informative = testi completi di carattere educativo (tipo wikipedia: citazioni, definizioni, link a fonti importanti, etc.)
  • Query di navigazione = sono tutti i riferimenti e parole chiave legate ai tuoi brand e marchi, quindi: nomi di prodotti, ragione sociale, sedi, informazioni di localizzazione, link ai social network, etc.
  • Query transazionali = usa keypharse appropriate che permettano l’identificazione precisa, concisa ma completa della specificità del contenuto. Esempio: “Prima Posizione Srl – Agenzia di web marketing specializzata in seo con sede a Padova, Brescia e Belluno

In linea di massima in questa fase dove l’algoritmo deve essere ancora affinato, è preferibile inserire direttamente frasi conversazionali così come sono e vengono ricercate poi dagli utenti (il titolo di questo post è l’emblema). Il suggeritore di Google Instant è il nostro miglior alleato in questo.. perché è una vera e propria indagine di mercato per scoprire cosa cerca la gente su Google riguardo a un determinato argomento (per semplificarti ancora di più il lavoro ti suggerisco questo incredibile tool di estrazione automatica dei suggerimenti di Google Instant).

2_ SFRUTTA I SINONIMI E L’ESPANSIONE DELLA QUERY

Cosa sta succedendo? Si, lo so’ sono fissato con questa strategia ma sono convinto che per comprendere la pertinenza di un documento Google si affidi ad algoritmi che valutano il contenuto esaminando a fondo le correlazioni semantiche fra i termini utilizzati, quindi in soldoni: sinonimi, abbreviazioni e espansione della query. Infatti è risaputo che Google mostri nelle SERP (risultati delle ricerche) non solo i contenuti che presentano la corrispondenza esatta alla parola chiave ricercata dall’utente, ma estende tale query ad altri termini e combinazioni correlate, di argomenti limitrofi e complementari a quelli rappresentati dalla keyword Quindi reputo (ormai da qualche anno) che questa sia un’incredibile opportunità di consolidare e migliorare la propria visibilità organica, lavorando non più per sole parole chiave, ma per argomento (o più popolarmente per la coda lunga di parole chiave). In futuro, le pagine costruite esattamente per una singola parola chiave saranno superate da contenuti semanticamente più complessi, completi ed estesi.

Cosa consiglio fare: se non l’hai ancora capito, devi ESPANDERE LA QUERY!!! 🙂   A parte gli scherzi:

  • Cura le parole che Google evidenzia in SERP = infatti il comando tilde “~” purtroppo da qualche mese non funziona più.. quindi bisogna lavorare di artigianato e fare a manina: ricerca la tua keyword su Google (al momento funziona bene solo su Google.com) e prendi nota degli altri termini evidenziati dal motore:
    L'espansione della query di Google - terminologie e argomenti limitrofi

    “Company” è una delle espansioni semantiche di “Business”
  • Usa il vocabolario dei sinonimi = sembrerà di tornare a scuola, ma il dizionario è davvero di grande aiuto per trovare modi di dire, abbreviazioni, citazioni, etc.
  • Usa altri suggeritori di parole chiave/argomenti = in primis naturalmente il nuovissimo Google Keywords Planner che offre la possibilità di vedere e toccare con mano come Adwords espande e lega fra loro gli argomenti. Poi possiamo utilizzare anche i suggeritori di ricerca (tipo Instant) di Youtube, Yahoo, Bing, Yandex, Baidu, Facebook, Twitter, etc. Suggeritore di parole chiave e ricerche di Youtube
  • Usa le ricerche correlate = vengono suggerite da quasi tutti i motori di ricerca, in particolare su Google le trovi in fondo alla SERPEcco dove sono le ricerche correlate suggerite in fondo alla SERP di Google

3_ CERCA E SFRUTTA LE MENZIONI

Cosa sta succedendo? Un’altra tecnica utilizzata da Google per identificare e rapportare al mercato il contenuto, il brand i tuoi prodotti e offerte commerciali è certamente la co-citation (co-citazione >>> associazioni >>> menzioni). In pratica si tratta del meccanismo che analizza quando il brand (marchio oppure anche il sito stesso) viene citato insieme ad altri concorrenti o risorse similari che trattano gli stessi argomenti. Ciò permette a Google di intuire i collegamenti latenti fra varie società e siti internet, nel momento in cui il tuo sito viene menzionato e accostato fra altri siti che il motore considera autorevoli, la tua risorsa beneficerà di “trust riflesso” (autorevolezza presupposta vedi qui un mio vecchissimo articolo che spiega in modo semplice il concetto di fondo).

Cosa consiglio fare: identificare i siti/brand/aziende concorrenti (o comunque leader di settore/nicchia per Google) e assicurarsi che il tuo contento venga anch’esso menzionato fra questi:

  • Esegui le ricerche su Google per “Top 10 + [keyword/argomento]” oppure “I migliori siti [keywords/argomento]” o altre soluzioni = in questo modo otterrai risorse importanti (essendo ben posizionate su Google) che trattano i tuoi argomenti e citano i competitors. Non ti resta che contattare il webmaster e chiedergli la gentilezza di valutare e inserire anche la tua risorsa
  • Puoi fare lo stesso cercando direttamente il nome, brand, marchio o sito dei tuoi competitors più quotati e spulciare i risultati alla ricerca di nuove e differenti menzioni
  • Fai attività di Reverse Linkbuilding, cioè vai ad analizzare dove i competitors hanno backlinks (quindi citazioni) e attua una strategia per ottenerli anche tu dalle stesse risorse

4_ RICONSIDERA L’ORGANIZZAZIONE DELLE TUE ANCHORTEXT

Cosa sta succedendo? Seppur con forti limitazioni introdotte dall’algoritmo Penguin in tutte le sue versioni, Google basa ancora molto la sua comprensione del web basandosi sui testi di ancoraggio dei links (le famose anchortext). A riprova di questo comportamento (o se vuoi chiamiamolo fattore di ranking) possiamo analizzare la SERP legata alla parola “clicca qui”: L'importanza delle anchortext dei link come fattore di ranking su Google Come puoi vedere, nelle primissime posizioni vi sono siti che non hanno nemmeno le parole chiave ricercate nel tag title ma solo nelle ancore dei backlinks interni ed esterni.

Cosa consiglio fare:

  • Fai l’inventario di tutte le anchortext interne al tuo sito = evita di utilizzare termini generici e concentrati ottimizzandole con chiavi semanticamente rilevanti per l’argomento trattato all’interno di ogni pagina (meglio “questa è una parola chiave” rispetto a “clicca qui per accedere al documento”)
  • Gestisci quanto più possibile le anchortext dei backlinks esterni che puntano ai tuoi contenuti (ricorda di variarle e usare anche qui l’espansione semantica, onde evitare penalizzazioni: Penguin Docet)
  • Circonda i link di tanto testo e parole chiave in topic

5_ RICORDATI DELL’UNIVERSAL SEARCH: PROPONI CONTENUTI UNIVERSALI

Cosa sta succedendo? Con tutta probabilità Google Hummingbird andrà a sviluppare ulteriormente i risultati derivanti dall’Universal Search accorpando quindi contenuti su più supporti e media e mostrando SERP sempre più pertinenti e inerenti alla soddisfazione di esigenze latenti (quelle di cui parlavamo prima: dove l’utente non le manifesta apertamente all’interno della frase di ricerca). Ad esempio, per questa SERP “Come accordare la chitarra”: Universal Search - Esempio di video per SERP come accordare la chitarra Google mostra nelle primissime posizioni 2 video semplicemente perché crede sia molto più semplice e interessante per me (utente) visualizzare un video anziché obbligarmi a leggere la bibbia su come si accorda una chitarra. 🙂 Quindi il SEO Universale avrà notevoli vantaggi in termini di visibilità e generazione di traffico rispetto ai SEO Tradizionali che applicano esclusivamente l’ottimizzazione testuale dei contenuti.

Cosa consiglio fare:

  • Analizza come oggi mostra le SERP che ti interessano, quali tipologie di risultati predilige e posiziona più in alto? = sfrutta questa conoscenza per realizzare anche tu contenuti utilizzando quei media/canali
  • Sii conscio che l’unica costante è il cambiamento = quindi Google potrà (e se può lo farà certamente) cambiare di volta in volta modalità di visualizzazione dei risultati
  • Per non sbagliare = crea contenuti in tutte le forme, modalità, supporti e media possibili in modo da esaudire ogni richiesta di Google ma soprattutto degli utenti (non a tutti piace la stessa minestra). Ne avevo già parlato qui: ottimizzazione avanzata onpage

6_ UTILIZZA I DATI STRUTTURATI (SNIPPETS E MICRODATI)

Cosa sta succedendo? E’ ben evidente da diverso tempo che Google stia dando grande rilevanza ai dati strutturati, agli snippets e microdati nelle loro più svariate forme. Queste col Colibrì saranno ancora più importanti proprio perché completano e aiutano il motore (ma anche gli utenti) ad avere informazioni più complete riguardanti i contenuti proposti all’interno della pagina.

Come gli snippets e microdati influenzano le SERP di Google

Un esempio di influenza dei rich snippets all’interno delle serp di Google.com

Cosa consiglio fare:

7_ CHIEDERE E’ LECITO, RISPONDERE E’ CORTESIA

Cosa sta succedendo? E’ chiaro che Google voglia rispondere a domande e esigenze precise da parte degli utenti. Qual è quindi il metodo migliore? Ricercare quelle domande all’interno di siti web e mostrarle in SERP… semplice no?! 🙂

Siti con risposte direttamente in SERP

Questa SERP dimostra come Google dia risalto a siti che propongono possibili risposte alla domanda ricercata

Cosa consiglio fare:

  • Crea un’area Q&A (Questions & Answer – Domande e Risposte) su tuo sito = questo permetterà di generare contenuti in modo spontaneo e, oltre a dare un grande aiuto ai tuoi utenti, farai felice anche Google.. il che non guasta mai! 😛
  • Crea e mantieni aggiornate le FAQ (domande frequenti)
  • Stimola il dialogo coi tuoi utenti = crea sondaggi, proponi iniziative dove gli utenti possono confrontarsi fra loro, porta sul sito contenuti generati sui socialnetwork (gran parti di essi non sono indicizzati, quindi non c’è il rischio di creare duplicazione di contenuti!), realizza un blog, fonda un forum di discussione, etc.

8_ REALIZZA UN SITO ACCESSIBILE E USABILE DA MOBILE

Cosa sta succedendo? Abbiamo detto che Google Hummingbird è la naturale evoluzione dell’algoritmo del motore di ricerca al fine di soddisfare le esigenze di mercato in relazione alle ricerche di conversazione adottate dal sempre più nutrito numero di utilizzatori in mobilità (che usano quindi dispositivi mobili). Allora se il mondo sta andando su mobile, dove andrà Google?!

Cosa consiglio fare:

  • Trasforma il tuo sito in un sito responsivo = cioè rendilo perfettamente adattabile a ogni risoluzione di schermo, dalla più piccola (smartphone) alla più grande (pc desktop)
  • Realizza almeno una versione mobile del sito = nel caso in cui fossi impossibilitato a rendere le tue pagine responsive, crea una versione mobile anche semplicissima ma usabile
  • Assicurati che il tuo sito si veda bene su tutti i browser, sistemi operativi e con qualsiasi dispositivo mobile o tablet = ti consiglio questo fantastico toolhttp://browserstack.com/
  • Se non l’hai ancora fatto: MOLLA FLASH!! = come certamente saprai i dispositivi Apple (Iphone e Ipad) non supportano Flashplayer, quindi gran parte degli utenti mobile vedono schermate nere oppure buchi neri all’orizzonte! Ti prego, basta! 🙂

Un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per il motore di ricerca. 🙂

Io sto lavorando in questa direzione, tu cosa stai facendo per assecondare il nuovo animaletto di casa Google?

Un abbraccio,
Michele

Scarica ora in formato PDFPS: qui trovi questa mini-guida su Hummingbird in formato PDF, pronta da scaricare e condividere! 🙂

 

 

Scritto da    |   ottobre 16th, 2013   |   3 Commenti
Michele De Capitani

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