Google dopato! con Caffeine si cambia anche Look

Dal 1° Maggio 2010 è ufficiale: Google è positivo al doping, trovate ingenti quantità di Caffeine nei suoi algoritmi di ranking. Per di più, tutto questa eccitazione ne ha cambiato pure l’aspetto e i tratti somatici.

Google Caffeine nuovo algoritmoNaturalmente si scherza, ma per chi lavora con Google o grazie al motore di ricerca californiano questa novità non è certo uno scherzo, soprattutto quando dal primo Maggio 2010 (data ufficiale del nuovo layout di Google e possibile inserimento nell’algoritmo dei fattori “Caffeine”) questi, si sono visti un decremento delle visite di circa il 10-20% a seconda dei casi e delle dimensioni dei propri siti.

Ma cos’è successo di preciso?

Iniziamo dalla cosa più semplice, il cambio di look. Ecco come oggi si presenta Google e il confronto di com’era ieri:

In fin dei conti l’homepage non è che sia cambiata più di tanto, restaurato il logo, non è mutato praticamente nulla.

Cosa differente invece nelle pagine SERP (pagine dei risultati), dove sono state esplose tutte le possibilità di selezione e filtri che prima erano nascosti:

Quindi nel dettaglio la visualizzazione è cambiata in due punti:

1) I risultati delle ricerche si sono spostati subito dopo il form con il box di ricerca

2) I tools/filtri avanzati sono sempre visualizzati in SERP, il tutto correlato da risultati temporali per ricerche sempre più dettagliate e specifiche

OK, il look è cambiato, ma la cosa importante come sempre sono i contenuti: cos’è successo nel dettaglio?

Premetto che sto ancora studiando il comportamento di Google e dell’eventualità che questo abbia implementato l’algoritmo Caffeine all’interno dei propri sistemi di indicizzazione e posizionamento, così come stanno facendo anche i colleghi americani, quindi tutto quanto scritto in questo articolo è più che altro una sensazione a caldo, a pochi giorni da questo importante aggiornamento.

Solitamente per verificare quanto stia accadendo, come nella vita reale, bisogna analizzare i “sintomi” del nuovo algoritmo sui siti.

Il sintomo è: calo di visite intorno al 10-20% sulla long-tail (la coda lunga).

La Long-tail è quel massiccio gruppo di keywords (parole chiave) molto specifiche che generano singolarmente pochi accessi ma in gruppo permettono al sito di avere una buona fetta di traffico. Il posizionamento della coda lunga quindi deriva dall’incrocio fra le parole chiave principali ad alta competitività e ricerche con i contenuti interni del sito.

Quindi per analogia, se Google ha deciso di ridurre visibilità ai portali con coda lunga estesa, possiamo ipotizzare che:

1] Google ha optato di ridurre il proprio indice primario per incrementare la propria velocità (algoritmo Caffeine)

2] Ampia ed estesa svalutazione dei backlinks, oppure un ricalcolo generalizzato sulla distribuzione dei link fra pagine interne e homepage

3] Google desidera offrire sempre risposte più precise e far perdere sempre meno tempo ai propri utenti nelle ricerche

4] altre ed eventuali… ?!?

Personalmente credo che l’ipotesi più plausibile sia la nr. 3 cioè Google richiede massima pertinenza fra parola chiave ricercata e pagine di atterraggio esposte in SERP, indi per cui “pretende” che per ogni keywords ci sia una pagina ottimizzata esattamente per quella stringa.

In pratica, presumo, sia sempre più importante per Google e per il posizionamento all’interno dei propri indici avere un rapporto 1 a 1 (uno a uno) fra keywords e relative pagine (naturalmente questo rapporto deve avvicinarsi a questa simmetria, ma non la potrà mai raggiungere 🙂 ).

Come scoprire se il tuo sito è vittima di questo aggiornamento sul nuovo algoritmo di Google?

Facile. Basta guardare gli accessi provenienti dal motore di ricerca californiano, se dal 1° Maggio 2010 le visite sono in calo e non sei più visibile per parole chiave secondarie (quelle della long-tail per intenderci), molto probabilmente sei “vittima” di questo aggiornamento.

Come uscirne e riguadagnare visibilità?

I consigli sono sempre gli stessi:

a] lavorare bene sulla costruzione del sito e delle pagine, cercando quanto più possibile di ottimizzare per ogni keywords (o frase) una pagina relativa

b] ottenere backlinks da risorse di qualità (tanto per cambiare :D)

c] distribuire i backlinks anche sulle pagine interne (il rapporto ideale è: 70% homepage, 30% pagine interne)

d] incrementare le performance del proprio sito, riducendo tempi di caricamento e soprattutto richieste HTTP (è certo che Caffeine, darà sempre maggior importanza a questi fattori! Lo dimostrano i tools messi a disposizione dai motori Google e Yahoo! per la velocità di caricamento delle pagine dei siti)

Quindi, niente PANICO, è solo un aggiornamento: il bello è il brutto della SEO! 🙂

A presto.

Michele

Scritto da    |   maggio 19th, 2010   |   14 Commenti
Michele De Capitani

14 Responses to Google dopato! con Caffeine si cambia anche Look
  • […] l’interesse sempre maggiore che Google attribuisce alla velocità dei nostri siti, ormai la Caffeina è una droga alla quale non possiamo più […]

  • […] l’interesse sempre maggiore che Google attribuisce alla velocità dei nostri siti, ormai la Caffeina è una droga alla quale non possiamo più […]

  • dechigno scrive:

    Ciao Clara,

    grazie per il commento, mi hai dato tutti i dettagli tranne quello fondamentale… per quali parole chiave hai notato queste fluttuazioni? 🙂

    Ho fatto alcune verifiche e il sito non mi sembra bannato.

    Per maggiori dettagli se mi indichi le parole chiave e relative posizioni precedenti (magari indicandomi anche la percentuale di perdita di traffico), posso vedere se c’è qualcosa che non va’.

    Buon lavoro,
    a presto.
    Michele

  • Clara scrive:

    Ciao Michele. Mi chiedo se anche per me ci sia lo zampino di Google caffeine. Ho subito una penalizzazione algoritmica circa 15 giorni fa. La mia cache non funzionava bene e in alcune occasioni ha restituito ai visitatori anzicchè il nome di dominio il mio numero ip. Google pronto come una sentinella ha cominciato ad indicizzare e spostare le nuove pagine sul numero ip. Insomma ha creato un sito fantasma clone di quello originale. Dopo essermi accorta di ciò, ho inserito tramite htaccess un redirect 301 dal numero ip al nome di dominio per far capire quale fosse il sito originale. Da allora e per circa 7 giorni googlebot ha cominciato a spostare gli articoli da un “sito” all’altro. Fatto ciò mi toglie la penalizzazione e il mio sito comincia ad andar benissimo per 7 giorni esatti. Ieri il crollo. Sparito dalle serp, però non credo che sia penalizzato (almeno credo). Inoltre avevo già notato che giorno dopo giorno google mi toglieva articoli dall’indice, poi alcuni me li rimetteva…un casino insomma!!! Puoi dirmi se è penalizzato?Sarà il nuovo algoritmo o sto sbagliando qualcosa?il sito in questione è quello che ti ho scritto nella casella. Grazie mille per l’attenzione.

  • wolfwood scrive:

    Ecco tutti i dati del caso:

    ho acquistato due domini su namecheap.com e lo spazio web con hostgator.com, una serie di PLR sugli argomenti che mi interessavano e tramite Elance li ho fatti spinnare (ogni frase è stata riscritta 3 volte).
    Ho installato WordPress, quindi ho inserito gli articoli riscritti nei siti e costruito il layout, anche con Aweber.

    I due siti sono questi:
    makeyourbeatsonpc.com
    puppy-training-advice.com

    Fatto questo, ho verificato con Traffic Travis che le pagine fossero ottimizzate internamente per il SEO (hanno tutte un punteggio minimo di A) e ho impostato criteri di verifica del posizionamento del mio sito (anche attraverso gli strumenti per webmaster di google).

    Ai fini del posizionamento, ho aggiunto anche il codice per google analytics e ho inserito un annuncio per sito con Adwords (poco dopo messo in pausa). Ho inoltre messo il nofollow per tutti i link da affiliato e mascherato gli stessi tramite redirection.

    Le parole chiave dei PLR erano già selezionate, quindi le usate (erroneamente) senza verifcarle.

    Di seguito (aprile) ho iniziato la costruzione dei backlink in questo modo:

    1. linkjuicer.com e freetrafficsystem.com: inserendo gli articoli in formato spin li sottomette automaticamente ad una lista di blog con i backlink
    2. magic article submitter: come sopra, ma usando le article directory
    3. article directory: per le migliori (ezine, goarticles, in totale una decina) ho inserito io manualmente gli articoli (sempre derivati dal formato spin)
    4. web 2.0: ho preso una versione dei miei articoli e li ho messi su blogger, squidoo, hubpages, tumblr e feedbite; ad ogni passaggio ho preso l’RSS del sito precedente e inserito in quello successivo
    5. per i punti 3 e 4 ho retwittato tutte le singole pagine per velocizzare il processo di visualizzazione dei link da parte di google
    6. da una settimana sto cominciando a cercare siti .edu e .gov per inserire backlink nonchè siti con alto PR

    A maggio, vedendo che i risultati erano abbastanza scarsi, ed essendo più informato sulle parole chiave e sui backlink (ho letto decine di guide in lingua inglese sulla ricerca delle keyword e sul posizionamento) ho cambiato più della metà delle parole chiave e ho quindi risistemato le pagine ed i link presenti nel formato spin.

    I nuovi criteri per la scelta delle parole chiave è stato questo (prima usavo solo il servizio di Traffic Travis)
    – tra le 1.000 e le 50.000 ricerche mensili
    – risultati di google per “parola chiave” meno di 100.000
    – risultati di google per allintitle:”parola chiave” meno di 5.000
    – risultati di google per allinanchor”parola chiave” meno di 100

    Attualmente, i miei risultati sono scarsi. La media visitatori si è dimezzata, visitatori di cui non sono neanche certo perchè il tempo medio sul sito è di 0 secondi.

    Fatto questo procedimento, mi sembra di non aver dimenticato nulla di fondamentale. Ho parlato con persone americane ed il procedimento utilizzato è esattamente lo stesso…il problema è che loro riescono a posizionarsi molto velocemente per i termini di ricerca selezionati, mentre io no. E se dai un occhio alle mie parole chiave potrai vedere come abbiano pochissima concorrenza.

  • dechigno scrive:

    Ciao Wolfwood,

    come descritto nell’articolo, vari siti hanno subito delle perdite di visite, soprattutto per la coda-lunga.

    Credo che il tuo caso sia differente, visto che dici di aver perso visibilità completa da un giorno con l’altro.

    Se vuoi ne discutiamo, ma avrei bisogno dei domini relativi e un dettaglio di cioè che è stato fatto.

    Buon lavoro,
    a presto.
    Michele

  • wolfwood scrive:

    mah…mah…solo io sto subendo penalizzazioni dall’aggiornamento? I miei siti (molto recenti, devo dire) stavano volando e da un giorno all’altro sono totalmente crollati.

    Devo anche dire che sono siti di affiliate marketing, ma ogni pagina è stata costruita con una certa logica, oltre ad avere buoni backlink e deep linking…

    Potrebbe essere solo una situazione temporanea?

  • dechigno scrive:

    Ciao Uale75,

    grazie per il tuo prezioso contribuito, in effetti sarebbe bello poter raccogliere le varie “impressioni” perchè come si dice: 1 prova è 1 prova, 2 prove sono 2 prove, 3 prove sono un indizio! 🙂

    Effettivamente la velocità credo sia proprio una prerogativa alla quale non si potrò più lasciare in disparte.. vedremo!

    Grazie ancora,
    buon lavoro.

    a presto.
    Michele

  • Uale75 scrive:

    Quel che ho notato e sto notando è una differente “gestione” da parte del motore di ricerca delle pagine ottimizzate appositamente per la long tail.
    Inoltre credo che il punto d) ovvero incrementare le performance del proprio sito, stia diventando fondamentale quasi come l’importanza del title…

  • dechigno scrive:

    Ciao Lucas,

    bene, sono felice per te.

    Anzi, se condividi con noi la tua esperienza, indicando sito e parole chiave di riferimento, potrebbe essere una buona case history per valutare gli effetti di Caffeine e dell’aggiornamento di Google. 🙂

    Grazie,
    buon lavoro.

    a presto.
    Michele

  • Lucas scrive:

    Ciao, dal 20 aprile il mio sito è stato improvvisamente ( dopo un anno di ignoro totale) baciato da google. Ho praticamente posizionato fra il 1 ed il 12 link di tutte le serp possibili le mie pagine, attinenti ovviamente all’argomento del sito
    Penso sia potuto essere Caffeine, in quanto il cambiamento è stato praticamente “digitale”: da 0 a 100 nel giro di una notte

  • […] può essere l’arrivo dell’algoritmo caffeine. Le conseguenze sulla SEO, secondo Dechigno che nel suo blog affronta l’argomento, sono una perdita di posizioni sulla coda lunga. Qualunque […]

  • dechigno scrive:

    Esatto Egidio!

    Grazie per il tuo contribuito.

    Buon lavoro,
    a presto.
    Michele

  • Egidio imbrogno scrive:

    Spesso le web agency ottimizzano pagine web per 5-10 keywords per assicurare al cliente il pacchetto comprato. Ma da oggi si cambia musica!
    Ottimizzare bene i siti web: come? Scegliendo al max 3 keywords per pagina, strutturando bene il sito web in directory e link interni nei contenuti.

    Google cerca sempre più di capire la struttura del sito web cercando di avvicinarsi a concetti semantici sulle url. I site link e gli sniper, forse erano solo il primo dei tanti segnali e novità di Google. Come sempre una buona struttura e tematizzazione globale del sito vince su ogni fattore.

Lascia un commento