Facebook, serial killer dei matrimoni?

“Connettiti con gli amici” è la frase che campeggia sulla schermata iniziale del più popolare social network del mondo, ma alla luce di alcune notizie pubblicate di recente, sulla homepage di Facebook lo slogan ideale potrebbe essere piuttosto “Connettiti con gli amici e disconnettiti dal tuo matrimonio”. Il social di Zuckeberg, infatti, risulterebbe essere causa di molti divorzi, in Italia come all’estero.

tradimenti sul web

Ecco l’altra faccia della medaglia di un social nato per mettere in contatto le persone, per far nascere o alimentare amicizie e, chi lo sa, magari anche altri tipi di relazioni, e che invece si trasforma in arma a doppio taglio diventando una delle ragioni scatenanti di liti e separazioni in piena regola. L’occasione fa l’uomo ladro, si sa, e molti non resistono alla tentazione di trovarsi “un’alternativa” alla vita coniugale avvalendosi proprio di un account Facebook. Peccato che poi si dimentichino che, amoreggiando sul web, si è più facilmente smascherabili. Perché se da che mondo e mondo alcune coppie si concedono delle “variazioni sul tema”, se così le vogliamo eufemisticamente chiamare, nell’era dei social si moltiplicano le occasioni non solo di conoscere e incontrare persone nuove, ma anche di essere beccati in flagrante.

Nel Regno Unito Facebook sarebbe la causa di un terzo dei divorzi, almeno secondo uno studio condotto dal portale www.divorce-online.co.uk: commenti negativi sul proprio partner postati sul proprio profilo o, al contrario, apprezzamenti e messaggi troppo “affettuosi” rivolti a terze persone sarebbero tra i principali fattori scatenanti delle separazioni nell’era di Facebook. Guardando nel nostro orticello, anche in Italia sembra ci sia allarme da tradimento “socialnetworkiano”: secondo l’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, infatti, Facebook e affini sarebbero uno dei maggiori fattori di rischio per le relazioni apparentemente stabili, e il 20% delle crisi tra moglie e marito sarebbe imputabile proprio alle scappatelle generate o alimentate da Facebook.

A parte questi dati, validi soprattutto come ulteriore conferma dell’antico proverbio secondo cui il lupo perde il pelo ma non il vizio (in altre parole, cambiano le modalità, ma la tendenza alla scappatella rimane una costante), è più interessante sottolineare che i messaggi compromettenti lasciati su Facebook e sul web in generale non potrebbero comportare “solamente” qualche lite furiosa o la defenestrazione dei propri oggetti personali da parte del coniuge tradito, ma potrebbero anche fungere da prove dei tradimenti nelle cause di divorzio ed essere presi in considerazione dal giudice per decidere a chi affidare i figli.

È anche così che il web dimostra di avere infinite potenzialità e applicazioni!

Scritto da    |   gennaio 10th, 2012   |   1 Commento
Francesca Tessarollo

One Response to Facebook, serial killer dei matrimoni?
  • Serena Rigato scrive:

    Eh già Francesca, per esperienza personale ti posso garantire che molte coppie, anche giovani (e quindi teoricamente un pò più open-minded) utilizzano Facebook come un vero e proprio strumento per osservare e spiare le amicizie, i commenti, i post del proprio compagno/a.

    Ho alcuni amici che per esasperazione, sono arrivati a dover cancellare il proprio account per non dover più affrontare quarti gradi e discussioni col proprio partner.

    Che dire… è l’altro lato della medaglia: da una parte i social sono utili perchè ti forniscono uno strumento grazie al quale puoi tenerti in contatto con il mondo, dall’altro ti devi ricordare che anche il mondo è potenzialmente sempre in contatto con te 🙂

Lascia un commento