Domini .uk: gli effetti del nuovo ccTLD per il Regno Unito

domini.ukLo scorso mese di Giugno è stato uno alquanto movimentato per i proprietari di siti e aziende operanti nel Regno Unito. Nominet aveva annunciato qualche mesi prima che avrebbe lanciato i nuovi domini .uk, una versione più corta e facile da ricordare per i domini di questo paese, ma comunque compatibile con lo storico .co.uk e gli altri domini fino adesso disponibili.

Inevitabilmente quindi, tutti quelli che hanno siti online orientati al mercato UK si sono posti una serie di domande: devo cambiare il mio dominio per il nuovo .uk? Posso mantenere il mio attuale .co.uk? Cosa succede se qualcuno registra il mio stesso dominio con la nuova estensione .uk?

Il primo elemento da considerare è che tutti i domini attualmente funzionali con ccTLD (domini di primo livello nazionali) come .co.uk, .org.uk e ca.uk, tra gli altri, continueranno a funzionare normalmente.

I proprietari di tali domini avranno, fino a Giugno del 2019, priorità nella registrazione del loro attuale dominio .co.uk con l’estensione .uk. Questo significa che se oggi possiedi Oggiparliamodidomini.co.uk, è stato riservato per te il dominio Oggiparliamodidomini.uk per i prossimi 4 anni e mezzo. Passato questo tempo, o se durante questo periodo tu dovessi lasciar scadere l’attuale dominio, perderesti questo diritto e l’acquisto del dominio .uk sarebbe aperto al pubblico. Vi segnaliamo questo utile tool per determinare chi ha i diritti sui vari domini .uk.

Bisogna cambiare a domini .uk? E’ ancora presto per dirlo. Indubbiamente .uk risulta più facile da ricordare, più corto (e se le attuali tendenze del web e mobile si mantengono, questo sarà un gran vantaggio) e più immediato per utenti fuori dal Regno Unito. Una ricerca di Nominet ha evidenziato che il 93% dei britannici preferivano la versione corta .uk alle altre opzioni.

Allo stesso tempo però, ci sono migliaia di aziende e siti con alti livelli di autorevolezza e fiducia dagli utenti che probabilmente decideranno di mantenere il .co.uk. Inoltre non sarebbe questo il primo caso di domini di primo livello nazionali più corti che continuano a non cannibalizzare completamente le versioni composte (vedi .com.mx e .com.br per il Messico e Brasile).

La scelta risulta un po’ più semplice per quelli che hanno un dominio .com (o altra estensione generica) ma la loro attività/target si concentra nel Regno Unito. In questi casi potrebbe aver senso valutare il passaggio ad un dominio .co.uk o .uk, identificato per utenti e motori di ricerca come specifici per il Regno Unito. Tieni in considerazione che, come in tutti i casi di cambiamenti sul dominio, dovrai assicurarti che la transizione si realizzi nel migliore dei modi per evitare di perdere il trust e posizionamenti del tuo dominio attuale.

E con questo arriviamo ad un’altra delle domande che molti si sono posti con il lancio dei domini .uk: cos’è meglio a livello SEO? Il dominio .co.uk o quello .uk? Nel caso di siti nuovi (nel caso di domini con storico bisognerebbe valutare caso a caso), le prime dichiarazioni dei motori di ricerca ed in particolare di Google appuntano che entrambi i domini saranno trattati nello stesso modo: per loro, si tratta di indirizzare gli utenti al contenuto più rilevante alla loro ricerca, indipendentemente dall’estensione country del dominio. I domini .uk e il resto di varianti nazionali, quindi, dovrebbero continuare ad essere un fattore che indica ai motori la geolocalizzazione dei siti, ma non dovrebbero esserci differenze tra di loro. Il tempo lo dirà 🙂

Tra i primi a realizzare il passaggio al dominio .uk troviamo il proprio Parlamento britannico, mentre giganti come Amazon sembrano non aver ancora considerato la gestione del proprio dominio in versione .uk. Altri come Godaddy lo hanno già registrato e reindirizzato al loro sito.

Scritto da    |   marzo 4th, 2015   |   Nessun commento
Alba Lorente

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