Coltivare il rapporto con i nostri contatti: gli autorisponditori

Per un’azienda, attirare possibili clienti, ottenere le loro informazioni di contatto e far loro compiere una determinata azione è sicuramente importantissimo, ma chiunque voglia avere dei risultati concreti sa bene che questo non è che il primo step, e che i contatti vanno curati, coccolati, quasi corteggiati, perché diventino davvero profittevoli e portino vantaggi alla nostra azienda.

È questo, detto in parole molto semplici, il concetto che sta alla base della lead norturing, ossia quell’insieme di attività che ci permettono di coltivare le lead acquisite fornendo ai nostri contatti quello che probabilmente stanno cercando in un dato momento, aiutandoci quindi a mantenere il legame acquisito e portandoli a compiere delle azioni che, alla fine dei conti, portano dei vantaggi ad entrambe le parti.

Quando riusciamo ad avere una conversione, per esempio ottenendo che un utente visitando il nostro sito compili il form (per scaricare un contenuto o per richiedere delle informazioni sulla nostra azienda), abbiamo sicuramente raggiunto un obiettivo, ma altrettanto sicuramente siamo solo all’inizio dell’opera. I contatti così ottenuti, infatti, possono essere accompagnati fino a diventare clienti e, perché no, nostri promoter. Una volta ottenuto il contatto di un possibile cliente, infatti, dobbiamo continuare a coccolarlo, offrendogli qualcosa che può andare incontro alle sue esigenze (contenuti, materiali, promozioni) e creando quindi con lui un rapporto sempre più stretto. Questo ciclo viene esemplificato in modo molto chiaro dal grafico di HubSpot, che mostra le quattro fasi che portano uno sconosciuto a diventare visitatore, lead, cliente, e infine promoter:

lead nurturing

Per realizzare le varie parti che compongono questo ciclo ci si può avvalere di vari strumenti e tecniche, e una delle tecniche più usate per la lead nurturing è sicuramente quella degli autorisponditori, che permettono di tenere vivo il legame con i visitatori che siamo già riusciti ad attirare ma che vogliamo far diventare, o far rimanere, nostri clienti, compiendo quindi un’opera di fidelizzazione.

La regola fondamentale, quando si inviano degli autorisponditori, è avere bene in mente da una parte i nostri obiettivi, dall’altra le esigenze che i nostri destinatari possono avere, per essere in grado di offrirgli quello che davvero stanno cercando. Ed è per questo motivo che diventa fondamentale:

  • conoscere i nostri contatti
  • segmentare il nostro database
  • creare messaggi e contenuti il più possibile personalizzati

I contenuti sono quindi una parte molto importante, e devono essere curati e di qualità, oltre che focalizzati sulle esigenze e sugli interessi che i nostri contatti possono avere, ma ricordiamoci che anche la forma, e non solo la sostanza, è di primaria importanza. Non dimentichiamoci infatti che gli autorisponditori sono dei messaggi che arrivano nella casella di posta dei nostri contatti, e tutti sappiamo che molto spesso le email che arrivano in automatico rischiano di passare inosservate, di non venire aperte e così via.

Per limitare questo rischio, possiamo sicuramente seguire qualche regola che ci permette di rendere i nostri messaggi più attraenti e di arrivare all’obiettivo che ci siamo proposti!

In conclusione, è importante non solo ottenere contatti e visitatori, ma anche non lasciarseli scappare, continuando a seguirli e ad offrire loro quello che, di volta in volta, cercano.

Scritto da    |   settembre 21st, 2015   |   Nessun commento
Francesca Tessarollo

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