in Google - 05 apr, 2012
da Alba Lorente - Commenta
Trip Advisor e Expedia per la causa antitrust contro Google

Nuovo capitolo questa settimana della guerra contro la supremazia di Google.

Il turno questa volta a Expedia e Trip Advisor, che hanno presentato l’ennesima causa antitrust contro il gigante della ricerca alle autorità europee nella speranza che un maggior controllo sulle sue loro attività porterà Google a alterare le funzioni di alcuni dei suoi prodotti correlati al settore delle ricerche sul turismo.

In particolare la denuncia fa riferimento a prodotti come Flights e Hotel Finder, prodotti che, sempre secondo queste a altre imprese dedicate all’intermediazione di prodotti turistici, vanno a minacciare il principio di concorrenza del mercato.

Uno degli aspetti più sorprendenti se non il più sorprendente è però la motivazione che in particolare Trip Advisor presenta come moto della causa: “sono pratiche sleali e contro il principio di concorrenza di Google che danneggiano il mercato e il benessere dei consumatori”. Che alcuni siti vedano i loro volumi di traffico scendere a causa di questi prodotti è comprensibile, ma che la posizione dei consumatori venga deteriorata è alquanto discutibile.

Le recessioni di Trip Advisor sono in concorrenza con Google Places, mentre Expedia si lamenta che Google non dia maggiore spazio nelle SERP ai siti di comparazione di prezzi, opinione che condividono gran parte delle imprese che si sono sommate alla causa.

La Commissione Europea avrà dunque il compito di decidere se accogliere o meno le proteste di questo gruppo di aziende, che si somma ad altre come Microsoft nella battaglia per fare scendere Google dal suo piedestallo di potere.

E’ vero che Google non può che ringraziare Bing e Yahoo della loro esistenza, che basta a garantire quote di mercato e alternative di facile accesso che lo allontanano dalla situazione di monopolio per la ricerca online, ma è anche vero che Bing già aveva lanciato un prodotto simile qualche anno fa e nessuno aveva aperto bocca.

Questo fa quindi pensare che la protesta venga più motivata da una percepita impotenza dalla parte di tutti questi portali, la quale strategia deve passare dal semplice intermediario al fornire un valore aggiunto al cliente.

Panda Viaggi!

A presto!

Alba

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