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in Senza categoria - 21 ago, 2012
da Francesca Tessarollo - Commenta
Dai creatori di Twitter, in arrivo Medium!

Facebook? Ce l’ho. Twitter? Ce l’ho. Pinterest? Ce l’ho. Google Plus? Ce l’ho. Linkedin? Ce l’ho. Flickr? Ce l’ho. Medium? Ce l’…no aspetta! Questo manca! Niente paura, appassionati di social network: se non avete ancora un account su Medium, o se peggio ancora il nome Medium non vi dice nulla, è solo perché questo nuovo social è stato presentato da poco e non ha ancora spiccato il volo.

Tanto per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti, non si stratta di una piattaforma sociale concepita per comunicare con chi è passato a miglior vita (come il nome potrebbe far credere :-P), ma del nuovo social lanciato dai fondatori di Twitter. Un social che come tutti gli altri muove dal desiderio di mettere in comunicazione tra di loro persone (vive) in tutto il mondo e di regalare un nuovo canale di espressione.

Ma cos’è questo Medium? Ne avevamo davvero bisogno? E aggiunge qualcosa di nuovo rispetto a tutti gli altri social che ormai siamo abituati ad usare (chi più chi meno)? È presto per dirlo: Medium è ancora nella sua fase iniziale, per il momento l’iscrizione non è immediata (si può però inoltrare la richiesta dopo aver effettuato l’accesso al proprio account Twitter) e in apparenza sembra molto simile ad altri social, Pinterest in primis. Pur non essendo ancora iscritti è però possibile dare una prima occhiata alle pagine già create e capire così come potrebbe apparire il nostro profilo Medium.

Nella presentazione del nuovo social fatta da Evan Williams, co-fondatore di Twitter, si trovano infatti dei link ad alcune “collezioni” (così vengono chiamati i post raggruppati in ogni pagina Medium) che possiamo esplorare. Aprendo un profilo Medium sarà poi possibile organizzare le proprie collezioni, pubblicando storie, foto e idee. Alcune collezioni sono – e saranno – chiuse, mentre altre saranno aperte anche a contributi esterni. Usare Medium non significherà però necessariamente creare delle collezioni: c’è chi preferirà semplicemente trovare e leggere contenuti o vedere immagini interessanti, e in questi casi il contributo degli utenti si tradurrà nell’esprimere un giudizio nei confronti di contenuti pubblicati da altri (con il classico “like”, che con Medium diventa “love it”, o dando dei feedback).

Questa nuova piattaforma di pubblicazione, una specie di compendio di altre piattaforme sociali nate in precedenza (Facebook, Twitter, Pinterest, ma anche Blogger), dovrebbe rispondere, negli intenti dei suoi creatori, all’esigenza di continuare ad esplorare, dando nuove risposte e nuovi mezzi, l’ancora giovane settore delle pubblicazioni sul web, un settore che ha ancora delle potenzialità e delle possibilità di sviluppo inesplorate. In particolare, Medium sembra voler puntare sulla qualità dei contenuti postati (“Quality begets quality”, per citare Evan Willimas): la possibilità che il web ha dato, e continua a dare, di esprimere e pubblicare i propri pensieri e le proprie storie è sicuramente una grande conquista, ma non sembra esserci stato, in questi anni, un vero e proprio progresso per quanto riguarda la qualità dei contenuti pubblicati. È su questo che sembra voler puntare Medium: vedremo nei prossimi tempi se tutto questo si realizzerà!

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