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in Facebook - 19 lug, 2012
da Serena Rigato - Commenta
Algoritmo “GF” sulle chat di Facebook

I social network sono il luogo virtuale dove ogni giorno si tengono miliardi di condivisioni in tutto il mondo.

Dopo il successo di Facebook e l’avvento di altri canali sociali, è diventata una pratica diffusa fra le persone, tutelare i propri dati sensibili e rendere visibili le proprie informazioni personali, le proprie foto ed i commenti so ad un gruppo più o meno ristretto di utenti con i quali abbiamo realmente un rapporto di confidenza.

La novità degli ultimi giorni, annunciata da Facebook in persona, prevede invece la possibilità –da parte del social- di accedere alla conversazioni private che si tengono fra le persone nella chat, in modo da poter salvare quelle che vengono ritenute potenzialmente a contenuto illegale, e da sottoporle al controllo della giustizia.

L’algoritmo già ribattezzato “anticrime” è stato progettato in modo da poter rilevare le conversazioni criminali, ovvero quelle che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica o la sfera personale; nessuno è a conoscenza del funzionamento di questo algoritmo per il momento, né tantomeno si conoscono le parole che sarebbero in grado di far rilevare le nostre conversazioni come “sospette”, ma si sa invece per certo che questo nuovo tool di Facebook entra in funzione soprattutto quando nella live chat del social inizino a chattare due persone che non sono chattatori abituali.

Ciò fa pensare che quindi saranno più controllate di certo le improvvise e prolungate conversazioni virtuali fra sconosciuti o fra conoscenti che normalmente non chattano, il che fa pensare inevitabilmente all’approccio che solitamente i pedofili hanno su Facebook con i ragazzini, con i quali entrano facilmente in contatto immediato attraverso la chat; sembra che la prima vittima di questo strumento di controllo sia appunto un pedofilo di 30 anni della Florida che grazie alla chat di Facebook aveva avvicinato una ragazzina di 13 anni e progettava di incontrarla il giorno seguente davanti scuola.

Ma che ne sarà della nostra privacy? Il capo della sicurezza di face book, Joe Sullivan, conferma che l’intento di face book non è quello di passare le giornate a ficcare il naso nelle nostre chat private- e di fatto nessuno lo farà- ma è quello di tutelare gli utenti del social e più in generale la comunità, da quelle attività illegali che di fatto-prima della messa in vigore di questo algoritmo- potevano nascere e svilupparsi anche attraverso la live chat di Fb.

Tu che dici? Come ti senti al pensiero che degli estranei possano avere accesso alla tue conversazioni private?

L’iter di queste conversazioni infatti è il seguente: una volta rilevata la conversazione sospetta, l’algoritmo la registra e la passa ad un apposito team di Facebook e successivamente, se confermato il percolo, viene girata agli uffici di pubblica sicurezza competenti; viceversa anche gli organi di sicurezza possono richiedere al social, nel caso in cui sussista una reale minaccia, di accedere alle eventuali registrazioni delle chat.

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